
Cosa vuol dire “ingannare” il fisico?
Diversi anni fa, uno studio molto noto dimostrò che l’ approccio a zigzag produceva una perdita di grasso maggiore rispetto ad un calo costante dell’ apporto calorico giornaliero.
Può succedere, infatti, che l’ organismo si adatti presto ad una riduzione calorica costante rallentando il processo di dimagrimento, una reazione che potrebbe essere compensata modificando costantemente (a zigzag, appunto) l’ apporto calorico giornaliero.
Invece di limitarvi a ridurre l’ apporto calorico a 2500 calorie tutti i giorni, con questo approccio, pur mantenendo lo stesso apporto giornaliero medio (2500), consumereste 2000 calorie per due giorni, poi 2500 per i due giorni successivi e 3000 calorie per altri due giorni, per poi ricominciare il ciclo. (Naturalmente l’ apporto calorico medio deve sempre essere inferiore a quello di mantenimento).
Ann Grandjean ritiene che il successo di questo metodo non derivi tanto dallo stimolo al metabolismo, quanto dalla maggior facilità di adesione alla dieta.
In altre parole coloro che hanno sperimentato con successo questo tipo di dieta probabilmente si godono sia i giorni ad elevato apporto calorico, perché possono mangiare molto, sia i giorni ad apporto ridotto, perché sentono di dimagrire di più. In conclusione, l’ approccio in questione è efficace perché piace!
Ad ogni modo, al di là delle possibili spiegazioni, i fatti dimostrano che la dieta a zigzag funziona.
Provatelo!!!
Nicola Banzato