
May 27, 2009
E’ possibile trovare un sistema che assicuri una crescita costante nel tempo?
Di certo questa è una delle domande a cui è più difficile trovare risposta e, mentre la si cerca a destra e a manca, ci si imbatte nella moltitudine di miti che costellano la sottocultura del body building.
Si tratta di convinzioni e nozioni errate che sono in giro da anni, a volte persino da decenni, di cui ora finalmente potrete liberarvi.
L’ ordine in cui tali miti, e i miei consigli, vengono presentati non riflette una gerarchia d’importanza, di rischio o di spreco del tempo: ogniuno serve a tutti, quindi stateci con la testa!
Nicola Banzato

May 24, 2009
Siete abituati a cenare davanti alla tv?
Secondo uno studio pubblicato in un numero recente dell’ American Journal of Clinical Nutrition, il rischio di aumentare di peso è maggiore se l’atto di mangiare è accompagnato da un altra attività.
I ricercatori hanno offerto a 41 donne un pranzo composto da spezzatino di carne, patate e sorbetto da consumare in situazioni diverse: da sole in silenzio, da sole mentre ascoltavano un racconto giallo registrato o in gruppi di quattro.
Come previsto, hanno mangiato di più le donne che ascoltavano il racconto giallo, per la precisione circa 300 calorie in più rispetto a quelle che hanno mangiato in silenzio.
Mangiare in gruppo, invece, non ha prodotto un aumento sostanziale dell’ apporto di cibo, ad indicare che non necessariamente mangiare con amici o familiari spinge a mangiare di più.
Nicola Banzato

May 22, 2009
Chi si allena ha buone probabilità, presto o tardi, di subire qualche piccolo infortunio - stiramenti, dolori articolari,
tendiniti.
Il dolore che ne deriva è diverso dall’ indolenzimento che si protrae un giorno o due dopo l’allenamento, e che non inpedisce di allenarsi.
Un vero e proprio trauma che riguarda un muscolo, un tendine o un legamento costituisce una situazione completamente differente.
Sottoporre una parte lesa ad uno sforzo non fa che peggiorare le cose e un piccolo infortunio trascurato o ignorato rischia di trasformarsi in un trauma grave e cronico.
Come comportarsi allora in presenza di un trauma?
Se di scarsa importanza e la zona duole solo se utilizzata, basta non usarla e tenerla a riposo finchè non guarisce.
Se il trauma interessa la schiena, è consigliabile consultare un medico.
In ogni caso, bisogna assolutamente evitare di comportarsi come se niente fosse e continuare ad allenarsi normalmente.
Nicola Banzato

May 14, 2009
FATE UNA PAUSA
Se vi sentite tesi e doloranti al punto che l’idea di rimanere seduti alla scrivania anche solo per un altra mezzora vi fa pensare alla tortura, provate alcuni suggerimenti del Texas Back Institute Plano (specializzato in problemi di schiena):
- Coi gomiti piegati appoggiarsi sulla scrivania, chiudete appena le mani ed appoggiatele delicatamente sugli occhi chiusi. Rimanete in questa posizione, inspirando ed espirando profondamente. Scoprite lentamente gli occhi.
- Sollevate lateralmente le braccia e piegate i gomiti a 90°. Spingete indietro le braccia, avvicinando così le scapole tra loro. Tenete per qualche secondo, poi rilasciate. Ripetete tre volte.
- Sedetevi col busto eretto e immaginate di avere un cavo attaccato sopra la testa, che vi tira lentamente e delicatamente verso l’alto. Tenete per qualche secondo e lasciate. Ripetere tre volte.
- Lasciate cadere le braccia e le mani lungo i fianchi. Scuotete delicatamente per qualche secondo e rilasciate. Ripetere tre volte.
Nicola Banzato

May 12, 2009
Pur conoscendo i benefici dell’ esercizio fisico, se dopo vi sentiti sfiniti potreste avere difficoltà a mantenere la
motivazione necessaria per continuare a seguire il vostro programma.
L’ attività fisica di solito ha un effetto energizzante, e coloro che lo praticano regolarmente riferiscono senzazioni di maggior prontezza ed energia, in sieme ad un senso di benessere generalizzato.
Purtroppo l’affaticamento sembra colpire soprattutto coloro che si allenano nella prima parte della giornata.
Ecco alcuni dei responsabili:
carenza di sonno, poca acqua durante il giorno, l’esagerazione sportiva e il salasso cerebrale dovuto al troppo consumo di glicogeno durante l’allenamento.
Nicola Banzato