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CUFFIA DEI ROTATORI

allenamento, articolazioni

Questi piccoli muscoletti, sono tra i muscoli che lavorano di più in assoluto di tutto il corpo.cuffia-dei-rotatori1

I  muscoli rotatori della spalla infatti, si impegnano 24 ore al giorno e sette giorni su sette per impedire che l’omero fuoriesca dalla cintura scapolare e per consentire alle braccia di alzarsi, abbassarsi, aprirsi e chiudersi e fare tutti quegli utili movimenti rotatori.

Ciononostante la cuffia dei rotatori è spesso ignorata dal punto di vista dell’ allenamento coi pesi, tanto è vero che l’unico modo perchè ci ricordiamo della sua esistenza è qualche bel capriccio doloroso.

E’ facile subire un trauma ai rotatori, non solo per le loro dimensioni limitate e per il loro superlavoro, ma anche a causa di squilibri tra gruppi muscolari maggiori.

Gli uomini tendono a sviluppare il più possibile pettorali e spalle e a lavorare di meno sul dorso.

In questo modo, la cuffia dei rotatori viene a trovarsi in una situazione precaria legata allo sforzo di compensare questo squilibrio.

Ne risultano distorsioni, stiramenti o problemi cronici come bursiti e tendiniti.

Potete allenare questo gruppo muscolare quando volete, a patto che le spalle siano ben riscaldate e flessibili.

Per favorire la circolazione del sangue e sciogliere bene la zona, fate 5-10 minuti di cardio o dei movimenti per la parte superiore del corpo come flessioni laterali del busto o circonduzioni delle braccia.

Rispettate rigorosamente la corretta tecnica di esecuzione ed usate manubri da 1-2 kg o elastici.

Allenate la cuffia dei rotatori almeno una volta in ogni direzione (interna esterna, mediale e laterale) ad ogni sessione, con serie da 10-20 ripetizioni a seconda del vostro livello di forma fisica.

Nicola Banzato

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CERVICALE

articolazioni, malattie

Il dolore al collocervicale

Risponde alle domande il Dott. Stefano Negrini

La cervicale è un disturbo molto diffuso, di cosa si tratta?

Quando si parla di cervicale (cervicalgia) si intende un dolore al livello del collo. Il dolore parte dal collo e da lì si irradia alle spalle (trapezi) e, nei casi più gravi, alle braccia, rendendo difficoltosi i movimenti.

Quali sono le cause del dolore cervicale?

Le cause dei dolori cervicali sono diverse. Nella maggior parte dei casi (80-85%), all’origine del dolore, c’è un’alterazione non grave, che interessa le strutture meccaniche situate nella regione delle prime vertebre della colonna: si tratta dei muscoli, dei legamenti, dei dischi intervertebrali e delle articolazioni posteriori che garantiscono sia il movimento (il collo ha un’estrema mobilità per consentire allo sguardo di orientarsi in tutte le direzioni), che il sostegno (il collo, struttura esile, sostiene la testa che è molto pesante). Basta, infatti, uno sforzo non adeguato, che può essere istantaneo e brusco o prolungato, a livello del collo, a creare una lesione di queste strutture. Insomma, uno stress meccanico esagerato e non corretto, rispetto a quello che queste strutture possono sopportare, provoca dolore. In questa situazione, spesso, si inserisce lo stress che, provocando una contrattura della muscolatura, favorisce l’insorgenza di micro-lesioni.

Cosa succede esattamente?

Il collo è progettato per il movimento, così come tutto il corpo. La nostra vita quotidiana, invece, ci costringe, nella maggior parte dei casi, a stare fermi, troppo fermi. Le richieste funzionali che facciamo al nostro collo sono inadeguate: si cerca un oggetto e, invece di girare la testa, si mantiene una postura fissa, si sta seduti davanti ad un computer e si tende ad allungare il collo. Queste situazioni portano, inevitabilmente, ad avere una contrattura della muscolatura, perché manca la risposta del movimento: il muscolo è contratto, pronto per reagire ad uno stimolo esterno di movimento che ci deve essere e che non c’è: di conseguenza continua a rimanere contratto (sforzo prolungato). Questa esagerata stasi provoca una sofferenza muscolare alla colonna cervicale per una carenza di ossigenazione. L’ossigeno arriva al muscolo attraverso il sangue e l’arrivo del sangue è legato ad un meccanismo di pompa: è necessario, quindi, che il muscolo si muova per attivare il processo di contrazione e rilasciamento. Nella contrazione, infatti, si hanno degli spasmi, si chiudono i capillari e si riduce l’ossigenazione del muscolo: questo provoca dolore.

Questo per quanto riguarda i muscoli; quando, invece, dischi e articolazioni creano dolore alla cervicale?

Fin qui abbiamo detto come una non corretta postura può creare problemi a livello dei muscoli. Naturalmente, queste situazioni errate possono determinare delle lesioni sia al disco intervertebrale, che alle articolazioni (dipende da qual è l’anello debole). Con l’andare del tempo, infatti, queste microlesioni possono portare ad una patologia molto comune: l’artrosi. Tale disturbo, che è legato al logoramento della cartilagine delle articolazioni e dei dischi intervertebrali, dovuto solitamente all’età, viene accelerato quando si effettuano movimenti non corretti e prolungati nel tempo.

Che tipo di dolore dà la cervicale?

Sappiamo che, tendenzialmente, i movimenti del collo, quelli di flesso-estensione, tendono a sovraccaricare la zona cervicale bassa (anelli C5-C6), per cui il dolore si manifesta alle spalle; mentre una postura prolungata al video, per esempio, tende a sovraccaricare la zona cervicale alta (anelli C1-C2) provocando più facilmente mal di testa. Naturalmente ognuno di noi può avere una reazione individuale.
Per quel che riguarda, invece, vertigini, nausea, ronzio alle orecchie, sappiamo che sono indipendenti dalla zona coinvolta e si manifestano soprattutto in persone particolarmente emotive. Questi sintomi, però, non sono legati ad un aspetto psicologico, ma al fatto che nella zona cervicale “transitano” le radici nervose.

Queste situazioni non corrette possono essere causa di disturbi più seri?

Nella stragrande maggioranza dei pazienti queste situazioni non provocano patologie gravi. Diciamo che questi microtraumi ripetuti - in persone particolarmente predisposte - possono provocare, negli anni, dei problemi più gravi come l’ernia del disco, patologie reumatiche e instabilità vertebrale. Nell’80-85% dei casi, fortunatamente, questo non avviene.

In che modo si effettua la diagnosi?

La diagnosi è sempre clinica e si basa sulla storia del paziente, che ci permette di conoscere il suo stile di vita e sull’esame obiettivo (movimento del collo, valutazione neurologica) che ci consente di escludere o di ricavare elementi di sospetto, per cui sarà necessario effettuare indagini diagnostiche come la TAC, la R.M., l’elettromiografia (muscoli) e i potenziali evocati (midollo).

Che tipo di terapia è consigliata per i dolori cervicali?

Per eliminare il dolore sono consigliati i farmaci antidolorifici e più precisamente il paracetamolo che non ha effetti collaterali; naturalmente, se la risposta a questo tipo di molecola non è soddisfacente, esistono in commercio altre sostanze, altrettanto efficaci, anche se con maggiori effetti collaterali. Si consiglia, invece, l’uso dei miorilassanti solo se gli antidolorifici non hanno dato dei risultati (è raro), perché provocano sonnolenza; mentre sono consigliate “terapie” che utilizzano il caldo o il freddo. Il caldo, infatti, miorilassa i muscoli, il freddo, invece, li disinfiamma; anche qui la scelta è individuale. La terapia farmacologica elimina il dolore, ma se si vuol stare meglio nel tempo bisogna cambiare il proprio stile di vita: fare attenzione alle posture quotidiane e svolgere un’attività fisica regolare che coinvolga tutta la parte superiore del tronco. Se i dolori persistono nel tempo, l’intervento dello specialista è indispensabile per recuperare un movimento nella maniera migliore e più corretta. Si possono utilizzare terapie manuali (manipolazioni…) o insegnare degli esercizi specifici, controllando che vengano eseguiti correttamente. Oggi abbiamo a disposizione strumenti che ci permettono di guidare in maniera molto precisa il movimento e di dosare lo sforzo che viene fatto sia in termini di quantità di movimento, che di richiesta di forza muscolare. E’ fondamentale far capire al paziente che la fase iniziale di recupero deve essere guidata dallo specialista, ma che, per mantenere in modo duraturo una corretta postura, è indispensabile svolgere per tutta la vita un’attività fisica regolare.

articolo tratto da               http://www.gss.it/faq/dolorecollo.htm

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Combattere i dolori articolari

articolazioni, dieta, traumi

AIUTIAMOCI CON LE SPEZIE , POSSONO FARE MIRACOLI . NON CI CREDETE?

Sono numerose le spezie che contengono principi attivi in grado di sviluppare potenti effetti a favore della salute e della condizione di benessere generale.

Lo zenzero, per esempio, non solo previene la stanchezza mattutina nelle donne in gravidanza, ma, grazie al suo principio attivo “gingerolo “ , esplica anche potenti effetti antiossidanti ed anticancerogeni.

La capsaicina, il principio attivo contenuto nel peperoncino, stimola il metabolismo ed ha un effetto antinfiammatorio.

La cannella, oltre ad avere un ottimo sapore, aumenta la sensibilità all’ insulina.

Ma la spezia più versatile in assoluto è forse la curcuma.

Coltivata in india, Cina ed altri paesi asiatici, la curcuma ha come principio attivo il curcumino.

Secondo la medicina ayurvedica, ovvero la medicina tradizionale indiana, è un trattamento efficace contro patologie tanto diverse tra loro quali artrite, infiammazioni, malattie cutanee, febbre, infezioni ed itterizia.

Nella medicina tradizionale cinese la curcuma è impiegata per curare disturbi del fegato e della cistifellea, per controllare le emorragie e per trattare la congestione del petto.

La moderna medicina occidentale ha confermato l’efficacia di molti usi tradizionali del curcumino.

Alcuni studi indicano che costituisce un antiossidante ed antiinfiammatorio naturale in grado di sviluppare effetti anticancerogeni ed anticatabolici.

E’ inoltre d’ ausilio nel trattamento delle ulcere peptiche.

Ciao

Nicola Banzato

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pesi liberi in palestra

allenamento, articolazioni, pesistica

MI CHIEDETE SPESSO SE E’ MEGLIO L’ALLENAMENTO CON I PESI LIBERI.
VI RISPONDO IN MANIERA PIU’ DETTAGLIATA


PESI LIBERI

il vantaggio nell’utilizzare pesi liberi anzichè le piu’ moderne macchine per il fitness è quello di fornire nell’ esercizio una maggiore sinergia cioè coinvolge più muscoli,

poi c’e un maggior controllo propriocettivo (equilibrio) maggiore coordinazione per eseguire il corretto movimento maggiore influenza sulle catene cinetiche ampie e il movimento svolto è molto più similare hai movimenti della realtà.

Ci sono anche gli svantaggi e cioè il pericolo è maggiore utilizzando manubri o bilanceri pesanti, poi i tempi di caricamento e scaricamento sono più elevati c’e un maggiore sovraccarico articolare ed infine un minor controllo del movimento (tempi più lunghi di apprendimento).

Quindi secondo me le macchine vanno meglio per dilettanti visto che impongono un determinato movimento eseguendolo in maniera corretta da subito.

ma nel tempo son necessari anche i pesi liberi soprattutto per un 60% direi mentre l’importanza delle macchine per un 40%

Vi saluto,

Nicola Banzato

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