Archivi autore: wp_8195546

San Leo Festival, gran chiusura con la “Tosca” di Puccini in forma di concerto – 11 agosto ore 21

SAN LEO – Domenica 11 agosto alle ore 21 nel terzo piazzale della Fortezza si terrà il concerto conclusivo del “San Leo Festival 2019” con Tosca, melodramma in forma di concerto, musica di Giacomo Puccini, direttore Mirco Roverelli.

Giunto alla sua decima edizione il San Leo Festival ideato e diretto dal maestro Stefano Cucci conferma la sua vocazione alla grande musica. Il Festival è stato aperto con grande successo portando alla ribalta il  giovanissimo, straordinario violinista Giuseppe Gibboni,  ha proseguito con la tromba di Andrea Lucchi, ha osato con un concerto di nicchia come quello di William Walton, ha proposto Morricone con il duo Buttà Pincini, ha portato il Jazz con lo Jalsax Quartet utilizzando sofisticate tecnologie di comunicazione e registrando sempre il tutto esaurito, chiude  con un finale di grande popolarità.

Tosca è considerata l’opera più drammatica di Puccini. Ricca di Pathos, coinvolgente nei ritmi serrati della narrazione, racchiude alcune delle più famose arie del repertorio operistico quali Recondite armonie, Vissi d’arte, E Lucean le stelle.

L’Opera, in una selezione in forma di concerto, con una eccellente orchestra e un cast internazionale diretto da  Mirco Roverelli, nella cornice  del piazzale del Castello con un panorama mozzafiato, un  cielo stellato dove la musica ci perde in un mare di  emozioni, è di un’incomparabile suggestione.

Nelle passate edizioni  grandissimi artisti sono stati protagonisti del Festival di San Leo: i premi Oscar Ennio MorriconeLuis Bacalov e Nicola Piovani e poi i celebri Uto Ughi, Salvatore Accardo, Giorgio Carnini ed il Coro della Cappella Sistina.

Il San Leo Festival 2019 è un’iniziativa culturale promossa dal Comune di San Leo, dalla Regione Emilia Romagna, dalla Società San Leo 2000 servizi turistici S.r.L.

GSM Shop centro riparazione cellulari Enrico Fresolone

Già, i centri di riparazione per i cellulari non sono tutti uguali. Ma quello che non tutti sanno è che si può venire a capo della maggior parte dei guasti del nostro caro smartphone. Risparmiare tempo e denaro e recuperare delicati dati sensibili: basta fare un giro nel moderno punto di assistenza GSM Shop di Pontecagnano per toccare con mano questa possibilità. Una struttura qualificata, con una rete di tecnici selezionati, al vostro servizio per risolvere ogni problema nel minor tempo possibile.

  • centri di riparazione cellulari
  • centri di riparazione cellulari
  • centro di riparazione cellulari firenze
  • centri di assistenza cellulari samsung milano
  • ifix centro riparazione di cellulari e computer vigevano pv

«Abbiamo un ampio magazzino con tutti i ricambi sempre a disposizione, rilasciamo una garanzia di tre mesi su ogni intervento eseguito – spiega il titolare della GSM ShopEnrico Fresolone – ci aggiorniamo continuamente e abbiamo le tecnologie più all’avanguardia». In sostanza la GSM Shop – già Samsung Service da diversi anni – non si limita a sostituire le componenti danneggiate o l’intero sistema operativo, ma riesce a personalizzare le strategie per risolvere ogni guasto fuori dai tempi di garanzia.

  • centri di riparazione Campania
  • centri di assistenza asus campania
  • centri di assistenza philips campania

Inoltre l’offerta GSM Shop Enrico Fresolone: Facebook Libra: in attesa della criptovaluta dilagano le truffenon riguarda solo i privati: qualsiasi punto vendita della Campania, di qualsiasi brand telefonico, può affiliarsi al laboratorio per usufruire dell’assistenza diretta. «Tutto quello che devono fare è prendere il cellulare in carico e annotare “i sintomi” del danno così come descritto dal cliente. Quindi ci penseranno i nostri tecnici a ritirarlo, una volta giunto al laboratorio verrà sistemato nel più breve tempo possibile». Una cosa da evitare è cercare di risolvere da soli il problema, magari emulando qualche tutorial disponibile online: agire senza nessuna conoscenza elettronica è molto pericoloso e può persino aggravare la situazione. E poi spesso il pronto intervento di un tecnico GSM Shop risulta determinante, ad esempio in caso di prodotti che entrano a contatto con l’acqua e c’è il rischio che l’ossido possa corrodere il sistema.

  • centro riparazione samsung
  • centro riparazione apple
  • centro riparazione huawei
  • centro riparazione telefoni
  • centro riparazione iphone
  • centro riparazione cellulari
  • centro riparazione asus
  • centro riparazione smartphone
  • centro riparazione sony
  • centro riparazione computer

A questo punto vi starete chiedendo com’è possibile che GSM Shop riesca a risolvere ogni problema, persino dove gli altri falliscono. Nessun miracolo, bisogna soltanto guardare alla storia della telefonia e dei punti di assistenza. I quali, per schematizzare, si dividono in due categorie. Da una parte ci sono i vecchi tecnici che conoscono il mondo “fisico” dell’hardware e le componenti materiche del cellulare, ma faticano a mantenersi al passo con i tempi. Dall’altra ci sono quelli della generazione digitale, guru del software e della tecnologia, ma che difettano di esperienza empirica concreta.
GSM Shop riesce ad unire i due aspetti, anche grazie alla background personale del titolare. Fresolone infatti ha un’autentica passione per i cellulari, da quando aveva 15 anni si divertiva a smontarli e rimontarli. Ha poi intrapreso un attento percorso di formazione, si aggiorna quotidianamente su ogni novità. A questo punto non vi resta che provare: portate il vostro vecchio cellulare – sì, proprio quello apparentemente irrecuperabile – da GSM Shop e vedrete che tornerà come nuovo!

  • c

Enrico Fresolone: Gli e-scooter non sono poi così ecologici

I monopattini elettrici si diffondono in tutto il mondo ma i primi studi iniziano a metterne in dubbio utilità e funzione verde in ambito urbano

CARLO LAVALLE28 Luglio 2019

Quella degli e-scooter (monopattini elettrici) è una mania che sta conquistando le città in tutto il mondo.

Sono espressione di una emergente micromobilità elettrica, in sperimentazione anche in Italia, e vengono considerati come un mezzo di trasporto a zero emissioni, spesso decantandone il ruolo in ambito cittadino. Tuttavia, la loro utilità e funzione urbana “verde”, per non parlare della sicurezza, resta una questione ancora aperta. Che le prime analisi e i primi studi in materia cominciano a mettere in dubbio.

Lanciati negli Usa nel 2017 dalla start-up Bird, gli e-scooter, un mercato in forte sviluppo che vale miliardi di dollari, si sono presto diffusi a livello globale, dal Medio-Oriente all’America latina, dall’Asia all’Europa.

A Parigi sono stati introdotti nel 2018 e adesso questi piccoli veicoli elettrici, noleggiabili anche senza doverli riconsegnare in stazioni di deposito, hanno raggiunto in poco tempo la cifra di oltre 20 mila unità.

Sulla carta, è vero che i monopattini elettrici avrebbero il potenziale per ridurre in modo significativo emissioni e traffico delle automobili in area urbana, visti come strumenti di mobilità alternativa per gli spostamenti a corta distanza per recarsi a scuola o sul lavoro.

Senonché, come dimostra una indagine condotta in Francia dal gruppo di ricerca 6t, l’impiego degli e-scooter è più spesso ricreativo mentre la maggioranza degli utenti sono turisti stranieri in visita in città. Del resto, chi ne fa uso è già orientato a non ricorrere all’automobile, preferendo camminare a piedi, o spostandosi con biciclette e mezzi pubblici, in caso di assenza di un servizio di noleggio dei monopattini.

Per di più, anche la durata media dei monopattini elettrici condivisi è un aspetto controverso che si riallaccia al tema del loro impatto ambientale. In base a un’inchiesta di Quartz, gli scooter elettrici vengono sostituiti dopo meno di un mese.

Anche le batterie costituiscono un problema. Quelle più utilizzate agli ioni di litio possono rappresentare un fattore di rischio ambientale legato alle fonti e al loro smaltimento e riciclo.

Raimondo Pirro – Come si allena un pilota di F1? Per correre in macchina, bisogna essere perfettamente in forma

Raimondo Pirro ne sa qualcosa Per correre in macchina, bisogna essere perfettamente in forma”, dice Daniel Ricciardo. “Forza, resistenza alla fatica e riflessi sono tutti aspetti che richiedono allenamenti specifici, per un pilota.

La F1 è uno sport incredibilmente veloce, con gare lunghe alla guida di macchine che hanno abitacoli molto stretti: l’ultima cosa che devi avere sono muscoli voluminosi. Per cui non farò mai lavoro alla panca con pesi da 120 kg. Piuttosto ripetizioni più rapide e numerose con pesi più leggeri.Un’area specifica su cui concentrarsi è il collo, per la grande forza centrifuga che dobbiamo sopportare in curva, con addosso un casco”.Poi c’è la posizione di guida, praticamente sdraiata, che comporta quasi dei continui esercizi addominali. Per questo lavoro molto su allenamenti che rafforzano il tronco, e anche i glutei. Quando scendi dalla macchina, il sedere fa davvero male. Serve molta forza nelle gambe per usare i freni. Anche in questo caso, non si tratta di essere in grado di spingere un singolo carico pesantissimo, ma piuttosto di spingere un carico modesto, diciamo l’equivalente di 100 kg, per 500 volte. Proprio per questo motivo, e per la durata delle gare, la F1 è fisicamente più dura di qualunque altra categoria del motorsport”

fonte:
https://www.redbull.com

Personal Trainer Italia: A TU PER TU CON MARTINA BIANCHINI

A pochi giorni dalla competizione del Trofeo Città del Santo, vicino a Padova, il primo posto Martina Bianchini si racconta, rispondendo alle nostre domande.
Com’è nata la tua passione per il Fitness e per il Body Building?
«Ho amato lo sport sin da piccola, con la ginnastica, l’atletica e altre attività. Ho sempre sognato di insegnare agli altri. Io apprezzo i fisici statuari e vedendo le gare di alcuni amici mi sono interessata anche al Body Building. Loro mi hanno convinta a partecipare a una gara lo scorso anno, e così ho vinto prima gli italiani, poi gli europei Natural della FNBB e quest’anno ho proseguito il percorso nella IFBB pro League nella categoria Fitness».


Quanto è grande l’impegno e quanto il sacrificio?
«Sinceramente, non mi pesa tanto prepararmi per le gare, perché mi sento portata e il mio fisico risponde bene allo stress sia di allenamento, sia di alimentazione; non patisco sotto questi aspetti. Sostengo che per poter vincere davvero nel Body Building bisogna per prima cosa rispettare il proprio fisico e cercare di superare i propri limiti dando la priorità alla salute e al benessere fisico. E per farlo, serve molta consapevolezza, nel darsi dei tempi e nel rispettarsi».
Cosa diresti, in generale, del Culturismo?
«È comunque uno sport come altri, anche a livello di mentalità. Io, che lo pratico, mi sento un’atleta e più passa il tempo più mi rendo conto che fare le gare è una questione di testa come in un qualsiasi altro sport. Bisogna essere pronti mentalmente, convinti di ciò che si fa e cercare di dare il massimo. È così che uno prova soddisfazione per quello che ha fatto».
…e di quello di oggi?
«Mi piaceva anche molto la Old School, perché dava importanza alla linea e alle proporzioni e spero ci sarà un po’ di ritorno al Body Building di una volta».
Le tue performance sono sempre molto artistiche e acrobatiche. Come hai fatto a mantenere la flessibilità insieme alla massa muscolare?
«La alleno sempre molto con programmi di yoga, mobility, ginnastica. Con un programma solo di potenziamento, senza allungamento, ci si irrigidisce; mentre è importante non dimenticarsi di questo aspetto per un corpo più funzionale e armonico, oltre che per la salute e la postura».
Sei soddisfatta dei risultati ottenuti finora?
«Assolutamente. Non poteva andare meglio di così. Essendo solo due anni che pratico questo sport, so di avere un potenziale più alto di quello che ho espresso finora. Devo ancora lavorare molto per poter raggiungere in pieno i miei obiettivi. E le vittorie ottenute ad oggi le considero un punto di partenza per un futuro di competizioni».

Chi è Angelica Becce? Tutto quello che c’è da sapere su di lei : immagini, foto, instagram, allenamento e molto di più


Cosa ti ha spinto ad iniziare a fare fitness?
Passione per lo sport in generale innanzitutto, poi perché mi prendevano in giro che ero in sovrappeso, è stata la motivazione in più che ma ha spinto
Era già un tuo sogno da bambina?
No da bimba no, facevo danza classica e moderna. Ho iniziato a 17 anni a far pesi.
Quale è la tua icona di moda o fonte di ispirazione?
Fonte di ispirazione è Stephanie Sanzo, modella fitness,
Pensi che questo sport ti abbia cambiata? e se sì in cosa soprattutto?
Moltissimo. Ora sono più sicura di me più forte. sia mentalmente che fisicamente, energica in tutto, iniziare la giornata con l’allenamento m mette una grinta pazzesca per affrontare la giornata
Come definisci il tuo stile? o meglio, il capo di abbigliamento che non deve mai mancare nel tuo guardaroba?
Mi sento a mio agio con tutto dal leggins lungo allo short! Alle tute intere, mi piacciono i colori vivaci e che risaltano le mie forme e i miei muscoli mentre m’alleno. Uso molto la Nebbia come abbigliamento, calzano a pennello sia in definizione che in massa. Oltre sportiva so anche essere femminile, m piace indossare vestiti eleganti a tubino in base alle occasioni.
Credi nell’amore?
Si sono un’eterna sognatrice.
Come ti definisci come donna?
Sono una donna con carattere! So quello che voglio e me lo vado a prendere ad ogni costo. So anche essere molto dolce e sensibile. Anzi fa troppo buona e ingenua a volte. ecco perché tendono ad approfittarsene… in sostanza un cuore grande
Quanto conta l’aspetto fisico e quello caratteriale?
Fisico per me è fondamentale. Soprattutto nella società in cui viviamo L’immagine conta parecchio. Poi se sto bene con me stessa e con il mio corpo quando mi guardo allo specchio, sto bene con tutti e riesco a esprimere al meglio me stessa. anche la personalità ovviamente è tanto importante. io credo di essere più bella dentro che fuori, l’apparenza a volte inganna.
Se potessi tornare indietro faresti qualcosa di diverso a livello professionale e/o di formazione nella tua vita?
Assolutamente sì!!! Studierei tantissimo per lavorare in palestra o comunque sempre in ambito fitness. ma comunque non demordo, sono ancora in tempo! M piacerebbe far conciliare passione e lavoro insieme sarebbe il top!!

Il nuovo veicolo per lo street food ideato da Giovanni Kahn della Corte entra in commercio grazie la joint venture con la B Cargo Bike

Dopo aver ottenuto il brevetto dell’Apecar con forno a legna, Giovanni Kahn della Corte ha inventato un nuovo veicolo per lo street food dal forte accento ludico. Il nome è già un programma: beerETTA ovvero la “birra in bicicletta”.


IL PROGETTO “BEERETTA”. Si tratta di un veicolo a tre ruote, la cui licenza è di proprietà della società umbra Giumalu, che da fermo può essere poggiato su un cavalletto che sollevando la ruota superiore da terra, e attaccando una dinamo, permette di generare energia elettrica che fa uscire la birra da un erogatore che si trova davanti al manubrio. Qui c’è sistemata tutta la parte dedicata al fruitore che potrà prendere da solo un bicchiere, sistemarlo su un apposito adattatore, e controllando con le pedalate l’erogazione della birra riempirsi il bicchiere.
L’EVOLUZIONE DELLO STREET FOOD. «Il fenomeno street food – spiega della Corte, ideatore del progetto – per garantirsi continuità, necessita di continui aggiornamenti sia in materia di novità vere e proprie sia in materia di aumento della redditività, con il contestuale abbattimento dei costi di gestione. Il gioiello “beerETTA” è una risposta a tutto ciò: bassissimi costi di gestione, elevatissima redditività. Alla base sempre e solo ovviamente un prodotto di eccellenza con una corretta “tenuta” della temperatura del prodotto stesso ma soprattutto mezzo agile e maneggevole adatto alle nostre strade. Una vera e propria innovazione che a mio parere farà strada».
DAL PROTOTIPO ALLA COMMERCIALIZZAZIONE. A 3 anni dalla prototipazione, oggi beerETTA entra in commercio grazie alla joint venture con la B Cargo Bike Italia di Firenze. E mentre fa il suo esordio al Florence Bike Festival, sono già 100 le biciclette prenotate. BeerETTA è acquistabile anche con finanziamento della società venditrice al costo 150€ al mese (per informazioni: Info@bcargo.bike).

Vincenzo Serraiocco : il Re dello sport candidato, news Pescara

Elezioni comunali 2019, anche Vincenzo Serraiocco si candida con l’Udc

Dopo Pignoli, Padovano e Bruno, l’Udc continua la sua, per le prossime comunali del 26 maggio, l’imprenditore ex assessore comunale Vincenzo Serraiocco, già candidato alle regionali 2019 per Forza Italia, con un risultato molto interessanti che vanno oltre oltre 1.000 preferenze. La candidatura di Serraiocco verrà presentata sabato 30 marzo alle ore 11.30, nella sala consiliare del Comune di Pescara, alla presenza di: Enrico Di Giuseppantonio, segretario regionale dell’Udc Massimiliano Pignoli, capogruppo Udc al Comune di Pescara Riccardo Padovano e Giuseppe Bruno, consiglieri comunali Udc Per l’occasione saranno presentati anche il nuovo segretario provinciale e il nuovo segretario cittadino del partito.“ un currulum di tutto rispetto Lo sport ha un ruolo sociale fondamentale: permette di vivere in maniera esemplare mantenendo saldi i principi di lealtà e correttezza» Se puoi sognarlo, puoi farlo. Potrebbe essere questo il leit motiv del pensiero dell’imprenditore Vincenzo Serraiocco. Pescarese, quarantatré anni appena compiuti, ha la mente sempre in movimento alimentata da sogni e ambizioni che vuole realizzare e concretizzare: «Credo sia importante porsi degli obiettivi di diversa entità a seconda delle fasi della vita – spiega Serraiocco -. Le aspirazioni vanno assecondate e seguite ed è importante avere la tenacia per poter portare avanti dei progetti lungimiranti».

Commercialista, presidente del Cda della Progetto Sport Impianti S.r.l. che gestisce l’impianto sportivo pescarese Le Naiadi, amministratore unico della Sportlife, imprenditore nell’ambito dei motori, dell’abbigliamento di lusso e degli integratori alimentari, un passato da assessore a Pescara con la giunta Mascia, candidato a Sindaco nel 2014, socio della rediviva Pescara Calcio che nel 2009 divenne con la nuova compagine societaria Delfino Pescara 1936: sono solo alcune delle attività svolte dall’effervescente e instancabile professionista. Gli piace definirsi un uomo che s’è fatto da solo, un self made man degno della pellicola di Rowland Vance Lee: «Credo che la vita mi abbia concesso tanto. Ho studiato, lavorato incessantemente e lottato per tutto quello che ho e per quello che dovrò ancora costruire: certo, non nego che ci voglia anche una buona dose di fortuna per raggiungere mete insperate e io l’ho avuta. Sono certo di essere stato al posto giusto nel momento giusto, ma riconosco anche di aver avuto il coraggio di prendere al volo delle occasioni agendo d’impulso, un istinto che finora non mi ha mai tradito».

Un uomo da mille vite, da mille progetti, mille incarichi e mille sfumature, dunque. Un uomo che dietro lo sguardo scrutatore nasconde anche tanta amarezza, ma con la fierezza di chi sa di essere nella ragione: «Per ben due volte sono stato sotto inchiesta, archiviato per infondatezza e perché il fatto non sussisteva. Mi dispiace per chi si accanisce pensando di scalfirmi: io guardo sempre avanti e proseguo sulla mia strada a testa alta, perché poi, oltre a me e alle persone che credono in me, anche la giustizia ha fatto chiarezza».

Ultimamente, a tal proposito, il suo nome è finito nel registro degli indagati per una vicenda relativa proprio a Le Naiadi di cui è divenuto amministratore nel 2017 con la nuova compagine societaria: «Anche in questo caso sono serenissimo: ho sempre avuto fiducia nella Magistratura e anche oggi ho lo stesso pensiero. Sono rammaricato solo per le persone che sono al mio fianco e devono subire tutto questo. Ma presto si farà luce anche su questa vicenda».

Sempre positivo, con la passione per il tennis giocato e per lo sport in generale: «Per me lo sport ha un ruolo sociale fondamentale: prima di tutto è formativo del carattere, aiuta i ragazzi a vivere in gruppo, a creare amicizie e sane rivalità. Poi permette di togliere i giovani dalla strada e di vivere in maniera esemplare mantenendo saldi i principi di lealtà e correttezza con il rispetto delle regole e degli avversari. Per questo sono da sempre vicino al mondo dello sport».

Vincenzo Serraiocco

Fondatore della Serraiocco Auditors (che può vantare il titolo di unica società del settore accreditata presso la Regione Abruzzo e MeF, status questo che attribuisce di per sé affidabilità, credibilità, autorevolezza) e deus ex machina della Serraiocco Consulting, l’imprenditore si era avvicinato nel 2009 alla Pescara Calcio entrando come socio e poi proseguendo il suo percorso, anche oggi, in qualità di main sponsor sui pantaloncini della divisa biancazzurra. E poi, in questi anni è stato presidente delle squadre di calcio del San Giovanni Teatino e del Giulianova fino ad approdare alle acque del centro sportivo Le Naiadi: «Nel 2017 sono diventato presidente del Cda della Progetto Sport Impianti con la nuova compagine che è subentrata alla precedente gestione che aveva lasciato lentamente sfiorire questo gioiello che sono Le Naiadi: in quasi 20 mesi dal nuovo corso abbiamo apportato migliorie a una struttura vetusta e obsoleta, portando innovazioni tecniche per quel che riguarda il fitness e le metodologie di lavoro nel settore nuoto grazie al lavoro costante di professionisti che si adoperano per la promozione e lo sviluppo delle attività sportive. Anche gli utenti hanno accolto e sperimentato questa nuova vita della struttura tanto che nell’ultimo open day di settembre abbiamo avuto un incremento esponenziale delle adesioni alle nostre attività. Un riconoscimento indiretto all’ottimo lavoro che si è svolto fino a questo momento. Non è un caso se abbiamo chiesto la proroga di gestione per i prossimi tre anni con investimenti importanti di oltre 500mila euro».

Ivelina Encheva, socia Sportlife, Verena Steinhauser, nuotatrice candidata alle Olimpiadi e Vincenzo Serraiocco, amministratore unico della Sportlife

Da circa un anno, invece, è amministratore della Sportlife, associazione sportiva che gestisce in partenariato tecnico le strutture natatorie e di fitness oltre a tesserare atleti per partecipare ai campionati di nuoto, pallanuoto e di Triathlon, la multidisciplina che ha fatto impazzire milioni di persone in tutto il mondo e, in particolar modo, anche Pescara, che da anni porta in giugno migliaia di atleti con l’IronMan. Con la Sportlife, tra i quali soci figurano anche Ivelina EnchevaAlessandro Sarni, Serraiocco ha voluto creare un circuito regionale di strutture che abbiano la stessa vision e le stesse metodologie: oltre a Le Naiadi fanno parte del gruppo Sportville Fitness Club di Montesilvano e il funzionale impianto natatorio e sportivo di Lanciano “Le Gemelle”. Come partenariato tecnico la Sportlife è presente anche allo Stadio del Nuoto di Chieti, ma nei prossimi mesi ci saranno ulteriori ingressi: «Sto lavorando senza sosta per acquisire nuovi impianti e portare il nostro modus operandi nelle strutture di Scafa e Ortona nell’immediato, per poi definire altre operazioni non solo con strutture natatorie, ma anche fitness center».

Leggi la Cover Story completa sul numero natalizio di Abruzzo Economia!

Il ghiaccio vi fa giovani e belli

In Francia si sta diffondendo l’ozonoterapia. Anche Carla Bruni si è mostrata su Instagram immersa in una nuvola di azoto fino al collo

di AGNESE FERRARA

Con l’arrivo della stagione più calda dell’anno, i rimedi per una pelle giovane e soda arrivano dal freddo e la cosmesi glaciale contagia tutta Europa. A Parigi le signore fanno la fila alle Spa per aggiudicarsi un “crio-bagno” all’azoto rassodante e snellente, dimostrando una notevole dose di coraggio (la temperatura scende a meno 150 gradi centigradi di media ma può avvicinarsi anche a meno 200) e in città i centri dotati di docce all’azoto aumentano del 20 per cento all’anno, come riporta il quotidiano Le Monde. Un successo tale che nei giorni scorsi anche l’ex Premiére dame di Francia, Carla Bruni, si è mostrata su Instagram immersa in una nuvola di azoto fino al collo commentando “Meno 150 gradi il lunedì, così mi rimetto a nuovo per la settimana”. Anche in Italia cresce il numero delle Spa dotate di vasche di ghiaccio “grezzo” a scopo drenante o delle più trendy crio-docce, se ne trovano anche negli hotel dotati di Spa e nelle cliniche-benessere dislocate nelle campagne e nelle località marine della penisola, anche se nei confronti di queste ultime i medici esprimono delle perplessità sulla loro reale efficacia dimagrante.
Prima ancora dei bagni nell’azoto, la “criolipolisi” sfrutta il freddo per congelare piccole aree di pelle. Spiega Emanuele Bartoletti, Presidente della Società italiana di medicina estetica: «Usato sotto controllo medico, il metodo attenua l’accumulo di grasso perché il freddo, a zero gradi centigradi, cristallizza le cellule adipose e ne favorisce il riassorbimento».
Al freddo si ispirano anche molti cosmetici di stagione, ringiovanenti, rassodanti e anti-fatica, come analizzato dai ricercatori riuniti recentemente a Londra in occasione dell’In-Cosmetics, la fiera dell’innovazione cosmetica mondiale. Qui sono stati presentati i nuovi ingredienti ricavati da erbe e alghe rosse che crescono in cima ai monti solo in inverno o sui ghiacciai. Sostanze naturali fresche, come menta, mentolo e centella asiatica, sono invece ingredienti comuni a creme e fanghi drenanti perché danno una sensazione immediata di gelo e alla pelle.E se l’acqua risulta essere l’ingrediente più usato nei cosmetici (il termine ‘aqua’ occupa sovente il primo o il secondo posto nell’elenco INCI degli ingredienti impressi sulle etichette), aumenta il numero dei prodotti beauty che contengono quella pura, raccolta freddissima da sorgenti montane che superano i 3.000 metri di altitudine. Così le acque di montagna sono la base per gelatine, creme-sorbetto e spray rinfrescanti da passare sulla pelle secca e provata dai raggi solari estivi.
Utili contro occhiaie, borse e sguardo affaticato, infine, le maschere gelate. Da freddare in freezer, sono già sagomate per gli occhi e le più nuove sono invece a forma di ghiacciolo (identiche ai gelati). Si strofinano sul viso fino al completo scioglimento e si massaggiano a lungo.

Più in forma con la cronobiologia

Fai la cosa giusta al momento giusto. Dieta, sport, sonno: se si entra in sintonia con il proprio orologio interno si vive megliodi SILVIA LUPERINI

Questione di luce. E di ritmo. Se si segue quello giusto si può rientrare in sintonia con il proprio orologio interno e stare meglio. Riposizionare le lancette, come hanno dimostrato moltissimi studi recenti, può portare a enormi benefici nella dieta, nello sport, nel sonno e persino nell’efficacia dei vaccini. Basta imparare che c’è un momento ideale per ogni nostra attività. «L’alternanza luce/buio veglio/sonno è percepita già dal feto. Avere consapevolezza dei nostri ritmi innati si ripercuote nello stile di vita», dice il neurologo Paolo Zolo. A regolare il ticchettio del nostro orologio biologico interno «è un gruppo di cellule cerebrali situato nell’ipotalamo che riceve informazioni sulla luce attraverso la retina e, lavorando su un ciclo di 24 ore, adatta i ritmi biologici del nostro corpo a quelli imposti dal susseguirsi di giorno e notte. Queste informazioni – spiega Zolo – hanno ricadute a cascata sugli orologi interni degli altri organi, come quelli che governano l’attività del cuore, del fegato, delle cellule, le secrezioni dello stomaco e dell’intestino»

Il libro “I segreti della cronobiologia” (Sperling&Kupfer) di Marie Borrel aiuta ad orientarsi. La pelle, per esempio, è più attiva di notte. «Aumenta la microcircolazione sanguigna e la moltiplicazione delle cellule e la loro riparazione è tre- quattro volte superiore rispetto al giorno», scrive Borrel. Dopo il calar del sole, l’epidermide è anche più permeabile. Ecco perché, prima di andare a letto, il peeling che aiuta ad eliminare le cellule morte in eccesso e i trattamenti cosmetici nutrienti sono più efficaci al contrario del giorno, più adatto alle creme idratanti. E per l’attività fisica? Al risveglio aumentano le dosi del cortisolo e per il cuore è un momento critico, è preferibile puntare su discipline soft. Se si vuole sfruttare la pausa pranzo per muoversi un po’, ci si accontenta di una mezz’ora senza forzare, camminando o in bicicletta, ma se si cerca uno sforzo più intenso, il tardo pomeriggio è il più indicato. Via libera a sport di squadra, squash, tennis. Se si fa ginnastica dopo cena, la temperatura risale e si fa più fatica ad addormentarsi.

Dopo la pausa pranzo, venti minuti di siesta sono un toccasana soprattutto per chi lavora. L’hanno capito bene i cinesi per i quali è un diritto nazionale e le aziende giapponesi che sempre più spesso offrono stanze del sonno ai loro dipendenti per aumentare la produttività. Una serie di ricerche recenti hanno mostrato anche che i ritmi circadiani influenzano il metabolismo, il modo in cui immagazziniamo e consumiamo le calorie e come bruciamo gli zuccheri attraverso l’insulina. La cronodietetica consiglia una colazione abbondante con pane e proteine animali (uova, prosciutto, formaggio o salmone), un pasto abbondante a base di proteine, mezza ciotola di carboidrati , verdure cotte e crude. La merenda dovrà essere piacevole e saziante: frutta secca, due quadretti di cioccolata fondente e un frutto. Va evitata la cena abbondante preferendo poche proteine (petto di pollo, pesce bianco poco conditi), verdure verdi crude o cotte e uno yogurt senza zucchero come dessert.