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Rita Soro, TOP Personal Trainer: ““La vita come un viaggio relativamente breve”

La vita come un viaggio relativamente breve, un’esperienza che ci porta a conoscere nuovi mondi, nuove realtà, lasciarsi guidare dalla curiosità”, la stessa che ha portato il personaggio di oggi a viaggiare per anni intorno al mondo. Lei si chiama Rita Soro, segno zodiacale Toro il suo bagaglio professionale non è da poco: personal Trainer, terapista alimentare, fitness nutritionist, da non dimenticare la sua filosofia di vita Buddista “Consapevolezza dell’Energia Vitale Universale” antichissima filosofia di benessere Il Mahayana tibetano. Oggi Rita Soro porta avanti il suo impegno nell’aiutare le donne a prendere maggior consapevolezza di sé, motivando e rafforzando la propria immagine. Arrivata all’età di quarant’anni, dopo aver fatto grandi esperienze professionali Rita si presenta come una donna piena di risorse, capace di vedere il mondo con occhi maturi, sicura delle sue scelte. Amore per la vita… dunque una donna che riesce a motivare e trasmettere sicurezza che si racchiudere in poche parole. “Ogni limite esiste per essere superato”

Per farti conoscere meglio ai nostri lettori gli atleti facciamo sempre una domanda di rito come è nata questa tua passione?

Vedendo trasformare la mia mente ed il mio corpo con la ritualistica del bodybuilding sono sta affascinata dalla forza fisica e mentale che ne deriva. Adoro allenarmi e amo la mia dieta, il bodybuilding non è per tutti ma quando ti prende ti scorre davvero nelle vene.

Ci racconti in breve il tuo percorso formativo?

Ho in tasca 5 lingue e sono sempre stata appassionata alla scrittura e alla cucina. Così nel 2012 ho intrapreso un percorso formativo di cuoca di cucina naturale e di terapista alimentare. Mi alleno in sala pesi da 4 anni e da due sono atleta bikini agonista, sto ampliando il mio percorso formativo come personal trainer con ISSA Europe.

Premi importanti vinti?

Il primo è stato un secondo posto in una gara di powerlifting regionale Piemonte 2015, terzo posto bikini natural over 35 Ainbb 2017, quinto posto open bikini NBFI 2018 e terzo posto bikini natural master NBFI 2018 con qualifica per i campionati italiani 2018

Come ti vedi tra 5 anni?

Non so fino a quando avrò voglia di salire su un palco ma sarò di certo in palestra a seguire questa mia passione e a continuare a trasmetterla agli altri.

 Oggi guardandoti allo specchio come ti definisci?

Forte, femminile, coerente, sicura di me, bella dentro e bella fuori.

 Ci racconti tutto dall’inizio come ti sei avvicina a questo sport?

Durante un soggiorno in Florida a Miami, ero reduce di un importante incidente stradale che mi aveva fatto prendere coscienza dell’importanza di avere muscolo per proteggere le mie ossa che hanno subito un pesante impatto. Volevo arricchire il mio lavoro di terapista alimentare e decidi di fare una ricerca sulla dieta vegana nello sport. Seguendo un gruppo di vegani americani che praticavano bodybuilding, entrai in palestra per provare questo famoso stacco da terra e fu amore a prima alzata.

 Cosa ti piace di questo sport?

Sono affascina da come la mente possa essere in grado di spingere il corpo a uscire dai propri limiti, come si possa avere padronanza del proprio corpo con un’ottima conoscenza della relazione tra dieta ed allenamento. E ammetto che di questo sport amo ogni dettaglio ritualistico, dalla preparazione del cibo a quella dell’allenamento. Tutto mi scorre nelle vene.

 

Cosa significa per te essere bella?

significa migliorare ogni aspetto del mio profondo Se e questo si riflette all’esterno.

 Credi in Dio? o meglio a cosa credi?

Seguo il buddismo tibetano mahayana da più di dieci anni.

Non è una religione ma una filosofia di vita Pensi che questo spot ti abbia cambiato? e se sì in cosa?

Mi ha reso molto più forte e stabile. Sono una persona molto varia, proprio perché ho diversi interessi, già il fatto di essere trilingue crea varietà e desiderio di vari stimoli. Lo stile di vita del bodybuilding aiuta a rimanere centrati, rafforza la mente poiché è un impegno quotidiano nella dieta non solo nell’allenamento che per me è una meditazione dove mi concentro sulla simbiosi corpo/muscolo e mente. E poi amo essere in preparazione, lavorare sodo per raggiungere un obbiettivo aiuta ad avere una grande voglia di migliorare sé stessi.

Molte volte si sente parlare di un eccessivo utilizzo di integratori tu cosa ne pensi a riguardo?

Sono molto restii sull’uso di integratori e ho voluto gareggiare proprio per dimostrare che con una dieta vegana sana senza uso eccessivo di integratori o di soia si potesse avere un fisico atletico competitivo.

Ci sono stati momenti scoraggianti in cui stavi per mollare tutto?

Devo ammettere che al contrario la mia passione per il bodybuilding mi ha sempre aiutata a superare i momenti difficili della vita, nonostante i problemi fisici derivati da una vita sedentaria e dall’incidente che mi spinse ad allenarmi.

Credi nell’amore?

Credo che l’amore sia l’unica cosa che ci fa vivere, è l’unica cosa che crea. L’amore per me è nella mia passione per il mio sport, nei miei rapporti con gli amici e le persone che incontro e soprattutto è nella mia connessione con la Natura, ragione per la quale sono vegana e porto sul palco la mia alimentazione.

La tua cucina preferita?

La mia. Vegana, consapevole, colorata saporita, il connubio perfetto per me è il dolce e piccante, come la mia vita.

C’è un piatto che ami cucinare di più?

La crosta di zucca. Ma in genere qualsiasi dolce. Amo creare dolci sani vegani senza zucchero, è la mia specialità. Dalla crostata alle creme, passando per i cioccolatini. Rimango golosa ed ho imparato a creare ricette compatibili con la mia dieta da bodybuilder agonista.

il tuo rapporto con l’ambizione?

È necessaria per crescere. La mia ambizione sarà sempre quella di migliorare ogni aspetto di me sia interiore che esteriore.

Come definisci il tuo stile o meglio che capo di abbigliamento non deve mai mancare nel tuo guardaroba?

Canottiera, pantaloncini e leggings. amo vestirmi sportiva ma non deve mai mancare un intimo sexy

Come ti piacerebbe essere ricordata da 100 anni?

Come una persona che ha migliorato sé stessa dentro e fuori nonostante le difficoltà della vita con grande entusiasma.

Il tuo rapporto con i social?

è un po’ una grande famiglia. Sono molto presente per diffondere il mio stile di vita vegano sano ma soprattutto sono una grande motivartice e amo essere presente per gli altri.

Sei ottimista o pessimista sul futuro?

Sempre ottimista, sempre con il sorriso, credo nel potenziale della nostra mente.

Chi sono dei riferimenti o una persona in particolare che ti ha aiutato a nei momenti più difficili?

Il primo riferimento è stato Alex Zanardi, dopo l’incidente mi sono ricordata di come ha affrontato l’amputazione delle sue gambe, di come si sia concentrato su potenziare quello che li è rimasto questo mi ha dato e mi dà sempre una grande spinta. Sul mio percorso agonista devo molto alla mia coach Daniela Camboni, ha creduto in me al primo incontro quando non sapevo neppure cosa volesse dire affrontare una preparazione agonista, è sempre stata presente è una donna con D maiuscola, vedere come affronta la vita mi dà sempre una grande motivazione, li devo molto.

Tre consigli che daresti per chi si avvicina a questo sport?

Datevi tempo, abbiate fiducia nel percorso, e metteteci passione perché davvero l’impegno premia.

 Ad un giovane atleta che voglia intraprendere un percorso di bodybuilding natural che consigli fondamentali daresti?

Essere seguiti da una persona competente ed avere pazienza. Molti mollano proprio perché mancano questi requisiti fondamentali.

Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa di diverso a livello professionale e/o di formazione nella tua vita?

L’unica cosa che rimpiango è non avere iniziato prima. La ghisa come si dice in gergo è davvero la tua migliore amica, in qualsiasi mood tu possa entrare in palestra, ne esci sempre felice.

Un’ultima domanda … il senso della vita?

Sviluppare le nostre qualità interiori, così nasce un amore profondo per sé stessi che portiamo anche nei nostri rapporti quotidiani.

Nadia Capotosto Personal Trainer di Napoli: la mia sfida per il successo

Nadia Capotosto la Personal Trainer originaria di Napoli oggi a noi di personal trainer Italia ci racconta del suo percorso sportivo e non solo, curiosità sulla vita privata, amore, passione, e una gran voglia di rivoluzione.  

 

Per farti conoscere meglio ai nostri lettori gli atleti facciamo sempre una domanda di rito: come è nata questa tua passione?

Come una sfida, all’epoca il proprietario della palestra dove andavo era culturista e quando gli chiesi voglio gareggiare lui mi disse lascia perdere è una vita di merda non è per tutti è tosta nn c’è la puoi fare, e io dissi ti dimostrerò che posso, da lì il mio primo palco e come dicono tutti purtroppo è vero, una volta assaggiato non puoi più farne a meno.


Ci racconti in breve il tuo percorso formativo?

Non posso dire di aver avuto un percorso indirizzato a fare il personal Traner o a lavorare nel mondo dello sport anzi sono laureata in tutt’altro, economia aziendale con anche il massimo dei voti ma non mi è mai piaciuto stare dietro una scrivania, infatti il mio tempo libero lo passavo a fare attività fisica o comunque qualsiasi cosa che non mi portasse a stare seduta. Dal primo anno di università mi iscrissi in palestra e iniziai a sognare un certo fisico, da lì iniziò la mia deviazione mentale.

Riconoscimenti professionali esempio attestati

Corsi di pt, nutrizione dello sport primo e secondo livello, allenamento femminile e donne in gravidanza.

 

Come ti vedi tra 5 anni?

Più che come mi vedo come spero di vedermi, atleta affermata a livello professionistico con il mio nome riconosciuto in Italia e all’estero per aver partecipato più e più volte al mr Olympia e aver ottenuto top 5 come piazzamenti

Oggi guardandoti allo specchio come ti definisci?

Una ragazza che sta crescendo sta cercando di realizzarsi e lo sta facendo col cuore con la determinazione e con la passione che l’ha sempre contraddistinta e forse sempre portata avanti

Ci racconti tutto dall’inizio come ti sei avvicina a questo sport?

Come in ogni cosa bisogna viverle le situazioni per capire di che si tratta, ebbene ho iniziato proprio così con i primi orsetti i primi esercizi poi mano vedevo che progredivo che lo sforzo non mi spaventava e che Per ottenere risultati bisognava sudarsela la pagnotta, vedevo che i carichi li potevo aumentare sentivo i muscoli che lavoravano e questa cosa mi piaceva poi i primi risultati visivi e poi la scelta di prendermi un personal trainer sempre vicino negli allenamenti perché capii che per fare prima un buon personal ti faceva arrivare a 100 dove tu da sola arrivi a 60 e quindi feci il mio primo investimento su me stessa, poi da lì la voglia di allenarsi con uno scopo ultimo e quindi gareggiare, e poi capii che non era solo uno scopo fine a se stesso ma il mio amore più grande

Cosa ti piace di questo sport?

Non c’è una cosa c’è un perché mi piace o forse nemmeno quello mi piace e basta! Il sacrificio il sudore le privazioni le rinunce tutto per ottenere ciò che sai arriverà dopo tutta questa sofferenza cioè la soddisfazione di vederti come vuoi, ma soprattutto amo questo sport perché mi rende ciò che sono mi ha dato la mia identità e il mio scopo di vita non legato a una persona esterna ma unicamente a me stessa.

Hai un motto?

Insegui i tuoi sogni e non smettere mai di combattere.

Cosa significa per te essere bella?

Essere ciò che si è fiera di esserlo.

Credi in Dio ? o meglio a cosa credi?

Credo che ci sia una entità superiore che ha disegnato già tutta la nostra vita e che ci guida nel compiere scelte.

Pensi che questo spot ti abbia cambiato? e se sì in cosa?

Si profondamente cambiata, nel modo di essere e nel modo di conoscere le persone, mi ha reso individualista, ha esaltato la mia forza interiore, ha cambiato le mie priorità, mi ha reso più combattiva, e ha rafforzato la mia durezza esteriore verso gli altri portandomi a non fidare di nessuno se non solo dopo averlo ben pesato.

Molte volte si sente parlare di un eccessivo utilizzo di integratori tu cosa ne pensi a riguardo?

Gli integratori sono Integratori servono a integrare quindi..

Ci sono stati momenti scoraggianti in cui stavi per mollare tutto?

Si ci sono stati momenti scoraggianti ma non ho mai pensato di mollare, anzi ho vissuto anni di inquietudine di tormento per rincorrere i miei sogni e per cercare di essere una buona atleta mi hanno portato ad allontanarmi dalle persone che mi volevano bene ma non mi importava stavo male m dovevo andare avanti e fare del mio meglio per essere ciò che volevo essere

Credi nell’amore?

Bella domanda, tempo fa avrei detto sì senza esitazione anzi ero innamorata dell’amore dicevo sempre, oggi dico NI, credo nella stima e nel rispetto tra due persone ma amore penso non ci sia più come una volta.

Il piatto che ami cucinare di più?

Io non so cucinare sono una capra, faccio solo piatti fit, e non elaborati, ma il mio piatto preferito la carbonara.

Come ti piacerebbe essere ricordata da 100 anni?

Nadia l’atleta che ha collezionato tante vittorie e ha fatto la storia del body building in Italia…. lo so è molto poco umile come cosa ma è coerente con l’ambizione che ho e alla domanda…” come mi piacerebbe” e ho risposto a tono in modo molto utopistico ma ci piace sognare in grande.

il tuo rapporto con i social?

Ci sto lavorando so che sono fondamentali e mi ci sto dedicando di più, più che altro perché vorrei trasmettere qualcosa di diverso di me stessa come atleta e come donna allo stesso tempo che possa essere un modo in cui magari altre donne possono riconoscersi e aiutarle dove loro da sole non riescono, quello che sarebbe piaciuto a me di ricevere nei momenti bui che ho avuto.

Sei ottimista o pessimista sul futuro?

Non faccio prognostici spero sempre che vada tutto bene ma non mi sbilancio mai in positivo o negativo.

Chi sono dei riferimenti o una persona in particolare che ti ha aiutato a nei momenti più difficili?

A oggi posso dire nei momenti più bui in passato mi aiuto il mio ex ragazzo che è stato veramente un angelo in tante circostanze e io non lo meritavo, poi quando pensavo di aver perso veramente la bussola e non sapevi più chi fossi c’è stato Enzo il mio attuale preparatore che mi ha stravolto la vita e ricordato la persona che ero e confermato la persona che sono oggi, non cito la famiglia perché questa c’è sempre ma si sa a volte non sempre capiscono le nostre scelte e i nostri silenzi.

Tre consigli che daresti per chi si avvicina a questo sport?

Amalo con la testa e col cuore, rimani umile.

Ad un giovane atleta che voglia intraprendere un percorso di bodybuilding natural che consigli fondamentali daresti ?

Ottima scelta e cerca di portare avanti questa anche se ti faranno cadere in tentazioni, ma sii forte nel perseguirla con tutti i pro e contro che ne comporta come in ogni cosa del resto.

Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa di diverso a livello professionale?

No farei tutto esattamente uguale tranne uno spiacevole avvenimento che mi costò non poca sofferenza e non poche conseguenze… ma è servito anche quello (diciamo) ma va bene così, tutto fa crescere.

Un’ultima domanda … il senso della vita?

Bellissima domanda…. posso rispondere il senso della mia vita quale possa essere e penso sia essere Nadia, che possa, quando sarà grande, guardarsi indietro e dire sono fiera della vita che ho vissuto e sperare di aver rispettato il cognome che porto e che lui da lassù possa essere stato fiero di avermi avuto come figlia.

Aziende italiane apripista del jeans sostenibile

l blu di alcuni tratti del fiume delle Perle, terzo fiume cinese per lunghezza, è intenso, bellissimo, ma del tutto innaturale. Anzi, mortale. A denunciare il terribile inquinamento prodotto nel pianeta da una certa industria del denim è stato due anni fa il regista canadese David McIlvride, con il documentario “Riverblue”. Ma per fortuna non ovunque va così: c’è acqua che scorre pulita intorno a manifatture che riescono non solo a consumarne di meno (la media oggi è di 70 litri solo per le fasi di lavaggio di un paio di jeans), ma anche a reinmetterla nel suo ciclo dopo averla debitamente depurata. Accade in Italia, nel parco lombardo del fiume Ticino. Lì Candiani Denim ha appena compiuto 80 anni e ha annunciato che entro il 2020 produrrà il primo denim biodegradabile e compostabile al 100%. Accade anche lungo i fiumi di Bovolenta, in provincia di Padova, dove la manifattura Berto (fondata nel 1878) produce tessuti di alta gamma e a bassissimo impatto ambientale.

Secondo la società britannica Malcolm Newbery Consulting l’industria del denim nel 2017 ha generato un giro d’affari di 56,5 miliardi di dollari. Nel 2022 arriverà a 59,5, con una crescita del 5,1% trainata dai consumi nei Paesi emergenti. Uno sviluppo che mai come in questi ultimi anni si sta confrontando con le sfide della sostenibilità. «Sono i consumatori a chiedere ai brand un impegno preciso su questi temi – dice Guglielmo Olearo, direttore di Première Vision Paris e anche di Denim Première Vision, una delle più importanti fiere del settore -. Tracciabilità, trasparenza e sostenibilità sono le tendenze chiave di oggi e per per il prossimo futuro». Per questo, alla prossima edizione di Parigi, in programma a fine maggio, ci sarà per la prima volta una “Smart Square”, area dedicata proprio ai marchi e alle manifatture che hanno fatto della tutela dell’ambiente la loro priorità.