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Intervista a Ylenia Collidà : il suo sguardo al futuro del Personal Trainer

COSA TI HA SPINTO AD INIZIARE A FARE FITNESS?

Il mio percorso è iniziato nel 2017 spinta dal desiderio di dedicare del tempo libero a me stessa e al mio benessere. Quando ho scoperto il bodybuilding è stato amore a prima vista. Questo sport rispecchia perfettamente la mia indole. Ci vogliono forza, disciplina e sopratutto tanta passione.

ERA GIA’ UN TUO SOGNO DA BAMBINA?

Non proprio ma fin da piccola sono sempre stata molto competitiva, sportiva e anche un po’ maschiaccio. Alle scuole elementari giocavo a calcio e a palla prigioniera coi maschietti e ho fatto ginnastica artistica per molti anni. Sono sempre stata una persona dinamica.

QUAL’E’ LA TUA ICONA DI MODA O FONTE DI ISPIRAZIONE?

Non ho un icona o un riferimento in particolare, ho sempre puntato su me stessa e sul raggiungimento della migliore versione di me stessa senza dovermi paragonare a nessuno.

PENSI CHE QUESTO SPORT TI ABBIA CAMBIATA? E SE SI’ IN COSA SOPRATUTTO?

Assolutamente e non solo fisicamente, quello è inevitabile. La cosa più bella che questo sport mi ha regalato è l’estrema consapevolezza di quanto posso essere forte e determinata a superare i miei limiti e a non aver timore di mettermi alla prova. Mi ha insegnato sopratutto a non accettare passivamente le mie debolezze e imperfezioni. Tutto questo poi si riflette nella vita di tutti i giorni, quando scopri quanto puoi essere forte e niente ti può fermare!

CREDI NELL’AMORE?  

Credo nell’amore in ogni sua forma come una molteplicità di emozioni. Tutti abbiamo bisogno di essere amati, una vita senza amore crea inevitabilmente un vuoto.

COME DEFINISCI IL TUO STILE? O MEGLIO, IL CAPO DI ABBIGLIAMENTO CHE NON DEVE MAI MANCARE NEL TUO GUARDAROBA?

Se devo scegliere un capo che più mi rappresenta direi in assoluto i leggins ma fuori dalla palestra amo essere femminile e godermi la fisicità che ho ottenuto con tanto sacrificio e niente mi rende più giustizia di un bel vestitino abbinato ad un tacco alto!

COME TI DEFINISCI COME DONNA?

Determinata, energica, instancabile e desiderosa di conoscere e sapere, entusiasta della vita e amante degli animali e della natura.

QUANTO CONTA L’ASPETTO FISICO E QUELLO CARATTERIALE?

L’aspetto fisico è importante ma penso che conti molto di più la determinazione e la perseveranza nel mantenere costante questa passione che inevitabilmente diventa uno stile di vita non facilmente sostenibile da tutti.

HAI UN MOTTO?

Si, la vita è un enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi!

SE POTESSI TORNARE INDIETRO FARESTI QUALCOSA DI DIVERSO A LIVELLO PROFESSIONALE E/O DI FORMAZIONE NELLA TUA VITA?

No, amo tutto quello che faccio, credo che nella vita non si debba smettere mai di avere interessi nuovi, per questo credo che di essere ancora in tempo per poter realizzare tutti i miei sogni e progetti. Sono aperta ad ogni tipo di occasione che possa regalarmi soddisfazioni.

CHE RAPPORTO HAI CON INSTAGRAM?

Instagram rappresenta un mondo virtuale che mi ha permesso di condividere la mia vita e il mio percorso fitness portandomi a conoscere tante persone con la mia stessa passione. In alcuni casi è stato bello anche poter essere di aiuto a tante ragazze, ricevere i loro messaggi nei quali esprimevano felicità nell’avermi conosciuta.

COSA PENSI DEI SOCIAL?

Se si resta consapevoli del fatto che si parla di un mondo virtuale, questi, se usati con consapevolezza, possono essere una buona opportunità, anche lavorativa.

“A cuore aperto”, arriva l’autobiografia del campione viterbese Maurizio Malè. Aspettando il cinema

Dai pesi alla penna. Ovvero “A cuore aperto”, la storia del campione di bodybuilding Maurizio Malè in un’autobiografia di imminente pubblicazione da parte di Armando editore. Un percorso di anni, quello dell’atleta viterbese, non privo di ostacoli e difficoltà, che trovano spazio nel racconto.

L’autore racconta la sua storia di ragazzo audace e coraggioso di soli vent’anni, che si affaccia alla vita cercando di ripercorrere la strada già battuta dall’inseparabile fratello Franco, stella del bodybuilding mondiale, presentandosi ai campionati europei con l’intenzione di portare a casa il titolo. «Il destino – spiega l’editore – incrocia le sue ambizioni e aspirazioni, scombinando le sue carte e sfidandolo a giocare secondo le sue regole. Ogni volta in cui gli sembra di aver superato un ostacolo, si trova a dover fronteggiare uno scoglio più grande che lo trattiene e lo costringe ad una profonda introspezione, lasciandolo barcollante ma mai vinto».

Un viaggio eccezionale attraverso le sfide che la vita ha preparato per lui, che lo obbligano ad imparare a gestire emozioni, stress e paure per arrivare a trasformarle in sorprendenti alleati. Fino a fronteggiare l’ultima battaglia, «quella decisiva, la più difficile, quella per cui si è inconsapevolmente preparato fin da ragazzo. L’autore trasmette un messaggio positivo per tutti, dove spiega le relazione ed i meccanismi di innesco fra l’espressione mentale e corporea e come sfruttare queste conoscenze per migliorare se stessi».

Al volume ha collaborato anche l’avvocato Patrizia Gallino. Sarà in commercio prima dell’estate. Poi via per una lungo tour di presentazioni: verrà distribuito a livello nazionale e sarà presente alla Fiera del libro di Roma, Milano e Torino e Francoforte, la più importante al mondo. «Trattandosi di una storia vera – conclude l’editore – e trattando un argomento molto attuale, verrà proposta come sceneggiatura per una produzione cinematografica».

fonte:https://www.ilmessaggero.it/viterbo/a_cuore_aperto_arriva_autobiografia_campione_viterbese_maurizio_male_aspettando_il_cinema-4248450.html

Car-T, via libera in Europa alle prime terapie cellulari per i tumori

L’Agenzia europea per i medicinali ha autorizzato i primi due farmaci prodotti con la tecnologia Car: tisagenlecleucel, per il linfoma diffuso a grandi cellule B negli adulti e la leucemia linfatica acuta nei bambini e nei giovani, e axicabtagene ciloleucel, per due forme aggressive di linfoma non Hodgkin

CAR-T, la prima terapia cellulare per i tumori al mondo arriva in Europa. Come era atteso, infatti, l’Agenzia europea per i medicinali (Ema), ha dato il via libera ai primi due “farmaci” basati sulla modifica genetica delle cellule T dei pazienti stessi: tisagenlecleucel, per trattare la leucemia linfoblastica acuta a cellule B e il linfoma diffuso a grandi cellule B; e axicabtagene ciloleucel, sempre per pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B e con linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B.

   LA TECNOLOGIA CAR-T
CAR sta per recettore chimerico dell’antigene (in inglese Chimeric Antigen Receptor) ed è una proteina ibrida sintetica (cioè che non esiste in natura), in grado di riconoscere il tumore e di attivare il linfocita T, uno dei componenti fondamentali del nostro sistema immunitario. La tecnica, complessa e avveniristica, consiste nell’isolare i globuli bianchi del paziente, selezionare i linfociti T e inserire al loro interno (tramite un vettore virale reso inattivo) il frammento di Dna che reca le informazioni per produrre la proteina ibrida CAR, in modo che i linfociti T comincino a esprimerla sulla loro superficie. A quel punto, le cellule T ingegnerizzate, trasformate in un farmaco vivente personalizzato e potenzialmente in grado di riconoscere e attivarsi contro il tumore, vengono moltiplicate e reinfuse nel paziente. La terapia è una tantum.

•   LA TERAPIA APPROVATA
Le terapie CAR-T approvate sono state sviluppata da Novartis, tisagenlecleucel, e da Kite, poi acquisita da Gilead. Nel primo caso l’indicazione è per pazienti pediatrici e giovani adulti fino ai 25 anni con leucemia linfoblastica acuta (LLA) a cellule B refrattaria, la cui malattia sia progredita, anche dopo il trapianto di midollo osseo; e per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) che si ripresenti dopo due o più linee di terapia sistemica. Nel secondo l’indicazione è pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), e con linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL) – entrambi recidivanti o refrattari – dopo due o più linee di terapia sistemica. L’ok dell’Ema arriva a distanza di circa due mesi dal parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano.

•   I PROSSIMI STEP
Cosa succederà ora? “Da questo momento, i farmaci sono resi disponibili ai cittadini europei e gli enti regolatori, l’Aifa in Italia, dovranno negoziarne il costo, come avviene per qualunque altro medicinale”, spiega Paolo Corradini, professore di Ematologia all’Università di Milano e presidente della Società italiana di Ematologia (Sie). “Il problema nuovo è che essendo la prima terapia cellulare antitumorale al mondo, l’Aifa dovrà fare un percorso per capire quali sono i centri in grado di fare una terapia così complessa e costosa, che ha delle caratteristiche uniche. Bisogna creare un modello nuovo e servono persone molto competenti, che conoscano la materia. Mario Melazzini, che sarà direttore generale Aifa ancora per poco purtroppo, è un medico, una persona molto competente nei tumori ematologici e ha la sensibilità per capire il valore delle terapie CAR-T. C’è da sperare che chi lo sostituirà sarà in grado di capire che questa è una terapia importante e che non si cominci una negoziazione senza fine. Nel frattempo, possiamo sperare che le due aziende coinvolte facciano partire dei programmi di accesso gratuiti, cosiddetti compassionevoli, che vadano a coprire questo periodo di attesa”.

•   CENTRI ALTAMENTE SPECIALIZZATI
Ci sarà poi una serie di problemi da risolvere: “Come presidente Sie – continua Corradini – mi sono confrontato molte volte con Aifa per lavorare a un documento tecnico sulle caratteristiche che dovrebbero possedere i centri abilitati e su come questi dovrebbero essere distribuiti sul territorio. Fondamentale saranno la capacità di selezionare i pazienti eleggibili e di gestire le tossicità. Abbiamo lavorato anche insieme al presidente della Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica e Gruppo Italiano per il Trapianto del Midollo Osseo per stabilire criteri condivisi da suggerire ad Aifa. Le difficoltà più grandi si pongono per il trattamento dei linfomi diffusi a grandi cellule B negli adulti, mentre i bambini con leucemia linfoblastica a cellule B rappresentano una casistica molto più piccola: parliamo di 6-700 adulti candidabili a CAR-T secondo le attuali indicazioni e di circa 80 bambini”.

•   LE SPERIMENTAZIONI ATTIVE IN ITALIA
Nulla cambierà, invece, per le sperimentazioni in corso o che devono partire. Attualmente in Italia sono tre i centri in cui sono attivi studi clinici: l’Istituto nazionale dei tumori di Milano con il gruppo di Corradini, la Clinica Pediatrica dell’Università di Milano-Bicocca Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma (Mbbm) dell’Ospedale San Gerardo di Monza con il team di Andrea Biondi, e il centro di Oncoemtologia diretto da Franco Locatelli presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Graziana Tucci: 45 anni di puro talento

Pose impacciate, sguardi sfuggenti, sorrisi “mozzafiato”. Tutto questo e altro ancora nel personaggio che vogliamo presentarvi oggi. Atleta da una parte e mamma dall’altra Graziana Tucci ha 45 anni dimostra di essere dotata di innegabile talento. Romana segno zodiacale Pesci oggi è testimonial ufficiale di un protocollo di allenamento tutto italiano Fitness Femminile, poi fa un piccolo bilancio della sua vita e dice: sono una donna semplice come molte altre, soddisfatta e con ancora molti progetti nel cassetto.  Graziana in effetti è anche mamma di due bellissime ragazze di 12 e 14, poi ancora troviamo dei Riconoscimenti professionali presso Accademia fitness femminile fitness mentre alla domanda come ti vedi tra cinque anni risponde cosi: Spero di vedermi sempre meglio, voglio essere l’esempio per tutte quelle donne della mia età che pensano sia troppo tardi per avere un corpo atletico ma al tempo stesso femminile.
Ci racconti in breve il tuo percorso formativo ?

All’età di 6 anni sono entrata nell’Accademia Nazionale di danza dove ho imparato l’arte di questa disciplina.Già ad 11 anni mi allenavo 2 ore al giorno ed ho imparato bene a tollerare la fatica.Ho proseguito i miei studi laureandomi con lode in Lettere e Filosofia.Nel frattempo a causa di un infortunio smetto di danzare e inizio ad allenarmi in palestra.Tanti anni di allenamento affiancati dalla mia professione che è quella di insegnante.

Per farti conoscere meglio ai nostri lettori gli atleti facciamo sempre una domanda di rito: come è nata questa tua passione?

La mia passione per il fitness in realtà nasce casualmente dopo aver lasciato la danza sentivo comunque il bisogno di curare il mio corpo,di sentirmi bene e detto sinceramente sono sempre stata una grande esteta alla ricerca di un fisico giovane da mantenere.

Premi importanti vinti?

 Attualmente non gareggio ma sono la testimonial ufficiale di un protocollo di allenamento tutto italiano Fitness Femminile di Ivan Orizio.

Riconoscimenti professionali esempio attestati

 Accademia fitnessfemminile fitness coach

Come ti vedi tra 5 anni?

Spero di vedermi sempre meglio,voglio essere l’esempio per tutte quelle donne della mia eta’ che pensano sia troppo tardi per avere un corpo atletico ma al tempo stesso femminile.

Oggi guardandoti allo specchio come ti definisci?

 Mi sento una donna estremamente sicura,mi piaccio e credo che l’arma vincente sia proprio questa.Devo dire di esser stata fortunata perchè Madre Natura mi ha dato una grande mano ma il gioco sta nel saper esaltare le proprie doti e forse in questo sono stata brava.

Ci racconti tutto dall’inizio come ti sei avvicina a questo sport?

Come dicevo mi sono avvicinata a questo sport casualmente pensando sempre a migliorare la mia forma fisica e devo dire che negli anni ho imparato moltissime cose.Ci vuole dedizione,costanza ,passione e sacrificio.A volte mi sfiora il pensiero che forse a 45 anni potrei anche mollare un pò ma sono ambiziosa e mi piace vincere anche contro la mia età anagrafica.

Cosa ti piace di questo sport?

 Di questo sport mi piace il rapporto che crei con il tuo corpo ,impari a amarlo sempre più al di là delle sfide a cui lo sottoponi quotidianamente con la mole di allenamento.Penso infatti che ogni donna dovrebbe avvicinarsi al fitness probabilmente si vincerebbero i tanti disturbi alimentari causati dalla bassa autostima ed è anche questo il motivo del mio rapporto professionale con FitnessFemminile.Dare un’immagine sana del corpo femminile.

Cosa significa per te essere bella?

Per me la bellezza coincide con il sentirsi sicuri ,con l’essere a proprio agio in tutte le situazioni soprattutto davanti ad uno specchio.

Credi in Dio ? o meglio a cosa credi?

Si credo in Dio e sicuramente le mie doti le devo a Lui

Pensi che questo spot ti abbia cambiato? e se si in cosa?

Più che cambiata penso che questo sport mi abbia fatto capire che volere è potere.Puoi sempre farcela ,puoi sempre trasformare il tuo corpo puoi sempre migliorarti anche a 45 anni.

Molte volte si sente parlare di un eccessivo utilizzo di integratori tu cosa ne pensi a riguardo?

Purtroppo spesso l’ignoranza porta a pensare che integratore sia sinonimo di medicina o ancora di doping,ma attenzione alcuni integratori nel mondo del fitness come dello sport in genere sono più che necessari parlo di proteine isolate,di aminoacidi o creatina perchè forniscono al sistema muscolare il giusto recupero.Per quanto mi riguarda di tutto il resto se ne può fare tranquillamente a meno.

Ci sono stati momenti scoraggianti in cui stavi per mollare tutto?

Ce ne sono stati eccome,i periodi in cui devi allenarti tanto e bilanciare sempre l’alimentazione tanto da evitare pasti fuori casa ma poi pensi sempre che questa è la tua passione che questo è il tuo momento.

Credi nell’amore?

Penso che l’amore sia al centro della vita,sotto tutti suoi aspetti aspetti.

La tua cucina preferita?

Amo mangiare sempre le stesse cose,non sono una grande cuoca e per di più non ho molto tempo da dedicarci.Amo il riso in tutti i modi,non sono una carnivora preferisco il pesce.Consumo una gran quantità di cioccolata fondente e burro di arachidi.

Il piatto che ami cucinare di più?

Melanzane alla parmigiana,rigorosamente grigliate.

il tuo rapporto con l’ambizione?

IL mio rapporto con l’ambizione è strettissimo,ci piacciamo molto entrambi.Sono una guerriera e mi piace vincere a tutti i costi.

Come definisci il tuo stile o meglio che capo di abbigliamento non deve mai mancare nel tuo guardaroba?: Sono una donna estremamente femminile nel mio guardaroba sarà sempre presente l’abito ‘tubino’che risalta le forme conquistate.

Come ti piacerebbe essere ricordata da 100 anni?

Come la donna che a 45 anni ne dimostrava 30.

il tuo rapporto con i social?

Mi piace diffondere la mia immagine e i miei pensieri.Trovo in questo i social molto utili

Una tua citazione una frase che ripeti spesso: Mens sana in corpore sano.

Sei ottimista o pessimista sul futuro?: Voglio e sono ottimista,fa parte del mio carattere vedere sempre il lato bello delle cose.

Chi sono dei riferimenti o una persona in particolare che ti ha aiutato a nei momenti più difficili?

Un grazie speciale va sempre al mio trainer I. Orizio fondatore di FitnessFemminile in Italia.Attraverso i suoi programmi di allenamento e tecniche di alimentazione ho raggiunto ottimi risultati. Attualmente intercorre tra noi un rapporto professionale che prevede la mia certificazione come fitness coach presso l’Accademia di FitnessFemminile e il mio ruolo di testimonial dell’azienda.

Tre consigli che daresti per chi si avvicina a questo sport?

1 credici sempre 2 divertiti 3 apprezza sempre i tuoi miglioramenti anche poco visibili che siano.

Ad un giovane atleta che voglia intraprendere un percorso di bodybuilding natural che consigli fondamentali daresti ?

Mettici tutta la dedizione e la costanza del mondo e i risultati arriveranno,ognuno ha i suoi tempi e la sua genetica da rispettare ma il traguardo prima o poi lo tagli anche tu.

Se potessi tornare indietro, faresti qualcosa di diverso a livello professionale eo di formazione nella tua vita ?

Direi di si. I miei genitori ci tenevano molto a far si che diventassi un insegnante ma io sono nata per praticare sport perchè la fatica fisica mi piace come mi piace superare me stessa allenarmi è per me il più grande divertimento.

Un ultima domanda … il senso della vita?

Fare quello che più ci piace.

 

 

 

La psicoanalisi ai tempi di internet

La tecnologia digitale sta cambiando il nostro modo di relazionarci con gli altri. E adesso alcuni esperti si domandano se anche i modelli di cura dovranno piegarsi a questa trasformazione, passando da sedute tradizionali sulla poltrona o lettino a quelle online 

LA PSICOANALISI fa i conti con la rete.  Con l’esperienza di una disciplina che ha attraversato il secolo breve con tutte le sue rivoluzioni, e oggi non può rinunciare a riflettere su una dimensione, quella del virtuale, dell’immateriale o del cyber, che trasforma radicalmente il modo in cui vediamo noi stessi, le nostre relazioni, e in cui costruiamo la nostra identità. I temi, insomma, di cui la psicoanalisi si occupa da sempre. “Viviamo un in una condizione paradossale, in una realtà fatta di connessioni infinite, in cui però alcuni scelgono di ritirarsi dal mondo”, spiega Cristina Saottini, segretario scientifico del Centro milanese di psicoanalisi Cesare Musatti, che all’argomento dedica sabato 14 aprile il convegno “La psicoanalisi all’epoca della rete” ( 9,30/17,30 spazio Oberdan Viale V. Veneto 2, info e iscrizioni: www.cmp-spiweb.it).

LEGGI – La terapia? E’ sullo scaffale della libreria, ecco come la lettura aiuta a stare meglio?

• LE RELAZIONI AI TEMPI DELLA TECNOLOGIA

Aver paura delle novità fa parte della nostra storia: “I primitivi temevano che gli specchi gli rubassero l’anima, oggi la tecnologia può fare paura, temiamo che cambi il nostro modo di stare in relazione, ma in ogni novità ci sono anche delle potenzialità”, prosegue la psicoanalista.  Per raccontarle si è scelto di partire da un film, “Her” di Spyke Jonze (qui il trailer www.youtube.com/watch?v=WzV6mXIOVl4), storia di un giovanotto introverso e infelice che arriva a stabilire una relazione con un Sistema Operativo intelligente e in grado di evolvere – che nella versione originale ha la voce di Scarlett Johansson – e attraverso questa relazione immateriale, poi destinata a sgretolarsi, riscopre la capacità di confrontarsi con i propri simili. Un modo per riflettere su come la rete, anziché distanziare, possa aiutare ad avvicinarsi a se stessi? “Il protagonista del film fa esercizio di relazione con un interlocutore virtuale che all’inizio è un ‘oggetto primario’, del tutto dedito a lui, e poi lo disillude ma consegnandolo alla possibilità di una relazione vera – spiega la psicoanalista – Apriremo il convegno con un collage di spezzoni del film, per cercare di portare i partecipanti, anche a livello sensoriale, nella dimensione cyber di cui discuteremo nel convegno”.

• FARE PSICOANALISI ONLINE

Il pensiero va agli hikikomori, i ragazzi che si chiudono nelle loro stanze mantenendo le relazioni col mondo solo attraverso il computer: “Sono i soggetti più fragili, meno organizzati, che in questo modo evitano di rispecchiarsi in una realtà che restituisce loro immagini non gradite”, spiega Saottini. Sarà Giuseppe Pellizzari, psicoanalista Spi ad affrontare il tema, tra i relatori anche Andrea Marzi, autore di Psicoanalisi, identità e Internet. Esplorazioni nel cyberspace (Franco Angeli) e Luigi Caparrotta della Società psicoanalitica inglese che porterà l’esperienza britannica. Mentre un altro psicoanalista milanese, Giuseppe Fiorentini, parlerà della possibilità – molto dibattuta all’interno delle associazioni psicoanalitiche di ‘allargare il setting’ proponendo sedute di analisi on line. Una modalità già diffusa in alcuni paesi e che si comincia a utilizzare anche in Italia, per esempio per venire incontro a pazienti lontani per ragioni di studio e di lavoro,

ma anche a chi fa fatica a instaurare un contatto più diretto, “ricordando che non si tratta solo di un dispositivo tecnico – conclude Saottini – ma di un evento importante che modifica la relazione terapeutica in modi su cui è importante confrontarsi”.

L’obesità dipende dagli stili di vita. Uno studio assolve i geni

AMBIENTE e stile di vita ‘pesano’ di più nello sviluppo dell’obesità rispetto ai geni che ereditiamo. Questa la principale conclusione di uno studio, pubblicato sulla rivista ‘Physiological Measurement’, da un gruppo di ricercatori del Centro della Complessità e i Biosistemi (CC&B) dell’Università di Milano.

L’obesità è un serio problema di salute e un importante fattore di rischio per molte malattie cardiovascolari, soprattutto nei paesi sviluppati, ricordano gli esperti. Alcuni studi ipotizzano che la sua origine possa essere genetica ma, al momento, questa spiegazione sembra essere applicabile solo al 5% dei casi più gravi di obesità. Il contributo genetico, infatti, non consente di spiegare la maggior parte delle variazioni individuali dell’indice di massa corporea. Variazioni che sarebbero quindi da attribuire a fattori ambientali e allo stile di vita delle persone. I dubbi rimangono, però, e l’effettiva importanza del background genetico non è ancora chiara.

“In uno studio precedente avevamo identificato una serie di 38 geni la cui attivazione è correlata con diverse caratteristiche associate all’obesità: infiammazioni, cancro, disturbi della riproduzione e dell’umore”, spiega Francesc Font-Clos, ricercatore al CC&B e autore principale dello studio.”Abbiamo quindi cercato di capire se questa sorta di firma genetica potesse aiutarci a indagare il ruolo che i nostri geni giocano nello sviluppo dell’obesità”.

Font-Clos e i suoi colleghi hanno raffrontato la loro lista di geni con quelle che altri studi hanno associato alle variazioni dell’indice di massa corporea. Il confronto – realizzato grazie a un algoritmo sviluppato in precedenza al CC&B, che consente di aumentare l’efficacia di simili analisi comparative – è stato effettuato su più di 600 campioni provenienti da un database britannico di gemelli. Lo studio di coppie di gemelli con diversi indici di massa corporea, infatti, è un’ottima opportunità per studiare la relazione fra il background genetico e l’obesità.

LEGGI – “La pasta è amica della bilancia, non fa ingrassare”

I risultati delle analisi hanno rivelato che la firma genetica dell’obesità, identificata in un precedente lavoro, è correlata sia all’indice di massa corporea sia alla massa grassa. In particolare, i ricercatori del CC&B hanno scoperto che nei gemelli monozigoti le differenze nell’attivazione di questa firma genetica non sono dovute al loro genoma, che è identico, ma alle variazioni nella massa corporea. Il che significa che non è il genoma a provocare l’insorgenza dell’obesità ma che è quest’ultima – provocata da fattori ambientali e stili di vita – ad attivare alcuni geni a loro volta implicati in processi come l’infiammazione o i disturbi dell’umore.

ARCHIVIO – Le diete

“I nostri risultati dimostrano che l’ambiente ha un ruolo più importante del genoma nello sviluppo dell’obesità”, commenta Caterina La Porta, docente di patologia generale al Dipartimento di scienze e politiche ambientali dell’Università di Milano e coordinatrice di questa ricerca. “Non si diventa obesi perché si ereditano alcuni geni sfortunati – conclude l’esperto

–  Non è questione di sfortuna, ma di condizioni che possono essere cambiate. Per questo è importante studiare l’obesità in un contesto più ampio, che includa sia fattori interni che esterni, e le loro interazioni reciproche”

Runner, come affrontare una corsa di 10 km al meglio

DIETRO qualsiasi gara sportiva, c’è un allenamento al quale ogni atleta si sottopone, fatto di dedizione e preparazione muscolare, che dura anche mesi. Ed è fondamentale tenere a mente una raccomandazione: “Vietato sforzarsi durante la settimana della gara. È necessario, in quei giorni, ridurre il volume e l’intensità degli allenamenti”. Parola della sportiva Sara Galimberti, che quest’anno affiancherà Rio Mare per supportare i runner che prenderanno parte domenica 8 aprile alla EA7 Milano Marathon, la maratona più veloce d’Italia, giunta alla sua XVIII edizione.
SPORT, DALL’ALLENAMENTO ALL’ALIMENTAZIONE
Per tutti coloro che vogliono prepararsi al meglio per la maratona, Rio Mare mette a disposizione dei consigli dell’atleta Galimberti, grazie al nuovo progetto Rio Mare Nutre lo Sport, che promuove un’alimentazione funzionale all’attività sportiva. Nella preparazione di ogni atleta è fondamentale, infatti, non soltanto l’allenamento ma anche il seguire una dieta bilanciata per sostenere l’organismo con un giusto apporto di proteine, carboidrati e vitamine.

Per l’allenamento serale, va bene anche la merenda salata, ad esempio una bruschetta (pane integrale) con formaggio spalmabile light oppure tonno e qualche foglia di basilico. Il giorno prima della gara, un ottimo allenamento può consistere in una corsa lenta di 20 minuti e 10 allunghi da 100 metri, così da preparare i muscoli delle gambe alla maratona. Ricordando che prima dell’allenamento è importante dedicare 10-15 minuti agli esercizi di mobilità che interessano spalle, bacino, ginocchia e caviglie, anche attraverso qualche molleggio sulla punta dei piedi. E dedicare lo stesso periodo di tempo dopo l’allenamento allo stretching, che aiuterà a rilassare i muscoli.

LEGGI – “Allenati ad essere felice”: un libro racconta e spiega l’alimentazione ideale del runner

• PER CHI È ALLE PRIME ARMI
Se si ci affaccia per la prima volta al mondo del running, è necessario iniziare la preparazione qualche mese prima (si tratta di 2-3 mesi antecedenti alla gara), alternare la corsa a una camminata più leggera (ad esempio 2 minuti di corsa e 1 minuto di camminata, per un totale di 40 minuti). Per chi è invece più esperto, l’allenamento può essere basato su esercizi un po’ più impegnativi, 3 volte a settimana. E nel mese che precede la gara, al via lo sprint finale con 3 allenamenti specifici: 10 ripetizioni per 400 mt, a cui far seguire un recupero e una corsa leggera di 200 metri; una corsa di 12 o 14 km di qualche secondo più lenta rispetto alla gara di 10 km; corsa lenta di 16 o 18 km.