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Chi è Guglielmo Rufolo il chirurgo plastico italiano di fama internazionale?

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L’impiego della Radioterapia come trattamento adiuvante nella patologia oncologica
consiste nella somministrazione di precise dosi di raggi X coinvolgendo aree ben
delimitate dell’organismo. L’alta energia utilizzata porta a morte le cellule tumorali ma
determina spesso effetti collaterali a carico dei tessuti sani adiacenti la zona da
irradiare. Il danno che si sviluppa nei tessuti cutanei e sottocutanei caratterizza il quadro
delle radiodermiti acute o croniche, a seconda del tempo intercorso dall’applicazione.
Le radiodermiti croniche sono caratterizzate da estesa fibrosi tissutale e spesso si
accompagnano a notevoli complicanze. Non guariscono spontaneamente e tendono
progressivamente ad aggravarsi, infettarsi o andare incontro a degenerazione maligna.
Le citochine rilasciate dalle cellule infiammatorie giocano un ruolo fondamentale nella
patogenesi del danno da radiazioni. Lo studio della regolazione di tali molecole è
fondamentale per il trattamento delle radiodermiti.


Presentiamo il caso di una giovane donna trattata, 18 anni orsono, con due cicli di
radioterapia post-chirurgica, dopo asportazione di un carcinoma della tiroide. La
paziente è giunta alla nostra osservazione con una radiodermite cronica del collo delle
dimensioni di circa 14×9 cm. L’area è stata trattata con infiltrazione loco regionale di
una soluzione di Platelet rich plasma e buffy coat, attivata con Trombina autologa e
Calcio gluconato, in pomfi da 0,05 ml. Sono stati impiagati circa 3 ml per seduta, per un
totale di 5 sedute ripetute con cadenza quindicinale. Un prelievo bioptico con Punch da
0,5 cm è stato effettuato 5 giorni prima dell’inizio e 5 giorni dopo la fine del trattamento.
Un accurato studio istologico ha valutato le modificazioni intervenute a carico dei tessuti
coinvolti. Le proprietà dei fattori di crescita contenuti nel gel piastrinico sono ormai note
da anni ma sempre nuove prospettive si aprono per la loro applicazione in campo
chirurgico. I nostri risultati aggiungono nuove ed accurate valutazioni a supporto delle
prospettive di utilizzo del gel piastrinico.

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