Giuseppe Mingrone: Professionista del personal Trainer

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Ebbene si… Personal Trainer italia apre la sua cover al mondo maschile e lo fa con un ospite degno di una prima copertina , lui si chiama Giuseppe Mingrone preparatore di un ex atleta del team azzurro per le Olimpiadi di Londra del 2012 e finalista ai mondiali di Shanghai del 2011, un esperienza che gli ha permesso di metter in
pratica sofisticate periodizzazioni non lineari. Segno zodiacale gemelli Giuseppe ci racconta dell’inizio della sua carriera come una casualità, un gioco diventata passione poi è arrivato il successo… ma Giuseppe parla anche di abnegazione, sacrificio, una continua sfida che lo porta ogni volta a valicare i limiti delle sue possibilità, ma alla fine vieni ricompensato anche mentalmente riesci ad affrontare meglio la vita con forza e più coraggio, la sua passione è la cucina italiana e messicana. A Giuseppe non manca la stoffa del grande trainer come l’ambizione ed è per questo che l’abbiamo intervistato.

Ciao Giuseppe ci racconti in breve il tuo percorso formativo ?

In seguito al diploma di personal trainer ho conseguito diverse
specializzazioni cercando di non avere punti deboli, ma piuttosto una
conoscenza completa per quanto riguarda l’attività motoria e il coaching
per assistere e facilitare il percorso dei miei assistiti.

Per farti conoscere meglio ai nostri lettori gli atleti facciamo sempre una domanda di rito: come è nata questa tua passione?

La mia passione per lo sport è nata quando ho iniziato a praticare Karate Shotokan all’età di sei anni, sotto la guida del maestro Demo Malena.
Dal Karate Shotokan sono passato al Taekwondo, al Rugby a livello agonistico e al pugilato presso l’accademia pugilistica fiorentina. Il mio esordio da personal trainer a Firenze nasce da una profonda insoddisfazione vissuta in prima persona negli anni in cui frequentavo le palestre per la mia preparazione atletica. Gli istruttori di sala con cui mi confrontavo non mi soddisfacevano, non esisteva ancora la figura professionale del personal trainer. Mi trovai così ad approfondire e sperimentare su me stesso la teoria e le tecniche apprese nel mio nuovo percorso di studi.

Oggi guardandoti allo specchio come ti definisci?

Mi definisco molto competitivo e con incommensurabile voglia di migliorarmi e implementare la mia attività che gestisco a tempo pieno. Spesso mi prometto di prendermi del tempo libero per me stesso e di pensare meno al mio lavoro e ai miei assistiti, ma difficilmente riesco a lasciarmi del tempo libero finendo spesso per lavorare più di 12 ore al giorno per onorare i miei appuntamenti.

Ci racconti tutto dall’inizio come ti sei avvicina a questo sport?

Mi sono avvicinato al bodybuilding perchè per migliorare la prestazione atletica nel rugby mi sono iscritto in palestra. Il mio corpo reagiva particolarmente bene con l’allenamento con i pesi e migliorai non solo la preparazione in campo, ma anche l’aspetto estetico costruendo muscoli
forti e grossi.

Cosa ti piace di questo sport?

Mi piace costruire il corpo come se fosse plastilina. Questo sport se praticato con passione e rigore, regala grandi soddisfazioni.

Pensi che questo spot ti abbia cambiato? e se si in cosa?

Questo sport non mi ha cambiato perché mi riconosco nei principi che locompongono come la perseveranza, la costanza e l’ambizione. Sono
pilastri fondamentali per il bodybuilding.

Molte volte si sente parlare di un eccessivo utilizzo di integratori tu cosa ne pensi a riguardo?

Penso che l’integrazione sia sopravvalutata dalla maggior parte dei praticanti di fitness e bodybuilding. Vedo spesso adottare integratori senza un reale bisogno. La bontà e la salubrità del cibo sono indiscutibilmente da preferire.

Una tua citazione una frase che ripeti spesso?

Ti aiuterò a raggiungere il tuo obiettivo oppure ti distruggerò nel tentativo di farlo, ma nel frattempo sarai libero di arrenderti e mollare. A te la
scelta

Sei ottimista o pessimista sul futuro?

Sono molto ottimista perché ho sempre ottenuto ciò per cui mi sono impegnato.Inoltre, coniugo il personal training con il life coaching e
ascoltando gli sfoghi e le ansie di molte persone mi rendo conto di quanto io sia fortunato.

Tre consigli che daresti per chi si avvicina a questo sport?

1. Fatti seguire sin dall’inizio: E’ inutile perdere anni e anni per fare
prove su se stessi prima di capire ciò che potrebbe funzionare
meglio. E’ più intelligente mettersi nelle mani di chi sa esattamente
cosa farti fare. Ottimizza!
2. Privilegia un alimentazione sostenibile: Non ha senso seguire regimi
dietetici drastici. La dieta estrema è accettabile solo nel breve
periodo. Chiediti piuttosto se riusciresti a mantenere il tuo attuale
regime alimentare per tutta la vita.
3. Pianifica con estrema razionalità i tuoi obiettivi e scomponili in
piccole tappe verificabili. Solo così saprai se stai andando nella
giusta direzione oppure se cambiare qualcosa che non ha
funzionato.

Un ultima domanda … il senso della vita?
Il senso della vita è realizzare le proprie ambizioni o lavorare senza
tregua per soddisfarle.

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