Personal Trainer Italia: A TU PER TU CON MARTINA BIANCHINI

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A pochi giorni dalla competizione del Trofeo Città del Santo, vicino a Padova, il primo posto Martina Bianchini si racconta, rispondendo alle nostre domande.
Com’è nata la tua passione per il Fitness e per il Body Building?
«Ho amato lo sport sin da piccola, con la ginnastica, l’atletica e altre attività. Ho sempre sognato di insegnare agli altri. Io apprezzo i fisici statuari e vedendo le gare di alcuni amici mi sono interessata anche al Body Building. Loro mi hanno convinta a partecipare a una gara lo scorso anno, e così ho vinto prima gli italiani, poi gli europei Natural della FNBB e quest’anno ho proseguito il percorso nella IFBB pro League nella categoria Fitness».


Quanto è grande l’impegno e quanto il sacrificio?
«Sinceramente, non mi pesa tanto prepararmi per le gare, perché mi sento portata e il mio fisico risponde bene allo stress sia di allenamento, sia di alimentazione; non patisco sotto questi aspetti. Sostengo che per poter vincere davvero nel Body Building bisogna per prima cosa rispettare il proprio fisico e cercare di superare i propri limiti dando la priorità alla salute e al benessere fisico. E per farlo, serve molta consapevolezza, nel darsi dei tempi e nel rispettarsi».
Cosa diresti, in generale, del Culturismo?
«È comunque uno sport come altri, anche a livello di mentalità. Io, che lo pratico, mi sento un’atleta e più passa il tempo più mi rendo conto che fare le gare è una questione di testa come in un qualsiasi altro sport. Bisogna essere pronti mentalmente, convinti di ciò che si fa e cercare di dare il massimo. È così che uno prova soddisfazione per quello che ha fatto».
…e di quello di oggi?
«Mi piaceva anche molto la Old School, perché dava importanza alla linea e alle proporzioni e spero ci sarà un po’ di ritorno al Body Building di una volta».
Le tue performance sono sempre molto artistiche e acrobatiche. Come hai fatto a mantenere la flessibilità insieme alla massa muscolare?
«La alleno sempre molto con programmi di yoga, mobility, ginnastica. Con un programma solo di potenziamento, senza allungamento, ci si irrigidisce; mentre è importante non dimenticarsi di questo aspetto per un corpo più funzionale e armonico, oltre che per la salute e la postura».
Sei soddisfatta dei risultati ottenuti finora?
«Assolutamente. Non poteva andare meglio di così. Essendo solo due anni che pratico questo sport, so di avere un potenziale più alto di quello che ho espresso finora. Devo ancora lavorare molto per poter raggiungere in pieno i miei obiettivi. E le vittorie ottenute ad oggi le considero un punto di partenza per un futuro di competizioni».

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